Economia

Agricoltura/2

Via libera all'accordo sui fondi rurali

I ministri dell'agricoltura dei 27 stati membri - per l'Italia il ministro Paolo De Castro - sottoscriveranno oggi a Bruxelles, un accordo politico che limita a solo due stati membri - Regno Unito e Portogallo - la possibilità di destinare volontariamente a progetti di sviluppo rurale fino al 20% degli aiuti che l'Ue versa agli agricoltori per la loro attività produttiva. Si tratta della cosiddetta «modulazione volontaria» ottenuta da Londra al vertice europeo del dicembre 2005 nell'ambito delle prospettive finanziarie Ue 2007-2013, e che ora troverà una soluzione provvisoria: i due paesi che l'hanno fortemente richiesta la potranno applicare, e il tutto sarà rivisto al momento del «check» che farà la Commissione europea sulla salute della politica agricola comune (Pac) nel 2008. Gli altri partner europei, come l'Italia, avranno di fatto due anni di tempo per valutare ulteriormente la misura e verificarne l'impatto. Il Parlamento europeo non ha esitato a ricorrere alle maniere forti per far valere la sua opposizione alla modulazione volontaria che a suo parere «metterebbe in pericolo la sopravvivenza di numerose aziende agricole, porterebbe a delle distorsioni di concorrenza, e discriminazioni tra agricoltori». Per contrastare la decisione, la commissione bilancio dell'Europarlamento non ha quindi esitato a congelare, mettendoli in riserva, il 20% dei crediti dello sviluppo rurale nel bilancio 2007. Per questo approccio il Parlamento è stato accusato di aver preso in «ostaggio» i programmi degli stati membri per il mondo rurale. In mancanza di un accordo infatti, partner europei avrebbero dovuto rivedere tutti i piani di sviluppo rurale concordati da Bruxelles.

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