La nuova stima sulla crescita del Pil 2007 dell'Italia arriva dall'Ocse secondo la quale «l'economia è cresciuta più di quanto previsto» e si andrà ben oltre l'1,4% stimato in precedenza. «L'Italia si è messa al passo con il ritmo di crescita dell'Europa», ha sottolineato il capo-economista Jean-Philippe Cotis. Ma nel clima di ottimismo generale arriva da Parigi anche un monito: occorrono «sforzi aggiuntivi» e in particolare «urgenti» sono le riforme previdenziali. L'organizzazione di Parigi nel primo trimestre stima per l'Italia un +0,4% e per il secondo trimestre un +0,5% e per l'intero 2007 si arriva ad una previsione del 2,2%. Per l'Italia rivista al rialzo, dall'1,8% al 2%, anche la crescita dello scorso anno. Ma la congiuntura favorevole che interessa generalmente i paesi dell'Ocse non esenta i governi dal dovere di affrontare le riforme strutturali. «Nella maggior parte dei paesi - ha sottolineato Cotis - sono richiesti sforzi aggiuntivi, soprattutto sul versante della spesa, per ripristinare margini di manovra. In particolare, a fronte del rapido invecchiamento della popolazione, le riforme dei sistemi previdenziali e sanitari rivestono i caratteri dell'urgenza». L'appello arriva specificatamente anche per l'Italia: «La congiuntura è buona. È ora necessario che l'Italia la metta a profitto per continuare con le coraggiose riforme già avviate», ha sottolineato l'economista, riferendosi in particolare alle misure di liberalizzazione di alcuni settori. Il messaggio dell'organizzazione di Parigi trova commenti concordi. Dall'Ulivo sia Tiziano Treu (Margherita) che Michele Ventura (Ds) rilevano l'importanza di approvare subito le liberalizzazioni; anche la Cdl (Mario Ferrara di Forza Italia) insiste sull'importanza di varare dubito le riforme strutturali. La Uil mette in evidenza come l'intervento sulle pensioni sia stato in Italia «già realizzato», mentre la Confesercenti chiede il calo del prelievo fiscale sulle imprese. Intanto i tecnici del governo sono al lavoro sulle ipotesi di sgravi fiscali che potrebbero essere decisi subito dopo i primi dati della Trimestrale. Abolizione o sostanzioso alleggerimento per le famiglie numerose dell'Ici sulla prima casa, tassazione degli affitti al 20%, bonus incapienti, aumento degli ammortizzatori e delle pensioni minime, maggiori risorse per assegni familiari e asili nido: il paniere delle opzioni al vaglio resta ampio ma tra le risorse sulle quali si potrebbe fare conto, oltre al miglioramento delle entrate, spuntano, anche se nel lungo periodo, una dozzina di miliardi di euro. Secondo quanto riferito da fonti tecniche, dei 17 miliardi di euro in 3 anni, messi in conto per i rimborsi Iva auto aziendali in seguito alla sentenza europea, ne potrebbero alla fine occorrere «meno di un quarto». Si lavora anche sulle ipotesi di sgravi fiscali sulle quali si dovrebbe prendere una decisione non appena saranno noti i dati della Trimestrale. economia@iltempo.it
«Pil italiano verso il 2,2%»
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