Economia

ll Fmi chiede la manovra bis, Prodi è già pronto

Il Fondo monetario internazionale detta l'agenda al nuovo governo: «Subito la correzione dei conti»

«Serve subito una manovra bis per correggere i conti pubblici» ha chiesto ieri da Washington il capo missione del Fmi per l'Italia, Alessandro Leipold. Neanche il tempo di dirlo e Romano Prodi, futuro premier, ha raccolto l'invito: «Quello che posso assicurare, sia al Fondo monetario che alla Commissione europea, è che faremo molto in fretta». Gli italiani sono avvisati e possono prepararsi a pagare il conto. Per ora, ma solo per ora, i primi a sudare freddo sono i risparmiatori. Uno degli impegni elettorali del Professore era infatti quello di alzare le tasse pagate sui dividendi azionari, titoli di stato e obbligazioni. In seconda battuta anche coloro che lasceranno i beni di famiglia agli eredi. In programma infatti c'è, anche la reintroduzione della tassa di successione. Poco male. È arrivato il momento di fare presto. I mercati aspettano un segnale e questa fase di incertezza politica non è positiva. Motivo per il quale, anche senza aver consultato le carte, Prodi è pronto a intervenire e sta già preparando la sua strategia. I tempi sono stretti. Leipold sarà in Italia a maggio o al massimo in giugno per il primo contatto tecnico con il prossimo governo. Tra i compiti che aspettano il nuovo premier c'è però anche un'operazione trasparenza sulla Trimestrale di cassa presentata a inizio aprile. Non solo. Il nuovo esecutivo dovrà rilanciare l'economia senza trucchi. Il taglio del cuneo fiscale annunciato infatti va bene, «ma bisogna trovare la copertura finanziaria» ha sentenziato il Fmi. Che ha a cuore anche il suo credo liberale in tema di economia. Tradotto significa attenzione alle sirene della sinistra radicale: si dovrà anche andare avanti con le liberalizzazioni, in particolare in materia di lavoro proseguendo sulla strada dei provvedimenti Treu e della Legge Biagi. Proprio su questo punto la rifoma del mercato del lavoro ha trovato nei tecnici di Washington un acceso sostenitore. Per agganciare la ripresa e rafforzare la crescita economica l'Italia ha bisogno di liberalizzazioni e maggiore concorrenza. Un terreno dove ci sono stati progressi è l'apertura del mercato del lavoro, ma, sottolinea Leipold, di fronte alle richieste di parte del centrosinistra «bisogna andare avanti» sulla strada indicata prima dal pacchetto Treu e poi dalla Legge Biagi. «Non mi risulta che nel programma dell' Ulivo ci sia l'intenzione esplicita di tornare indietro sulla riforma Biagi, noi da anni sosteniamo l'indirizzo della riforma Biagi, dovremo parlarne con il governo», spiega Leipold, aggiungendo che «spesso i programmi elettorali differiscono da quello che poi succede». In attesa di vedere all'opera Prodi, il Fmi riconosce a Giulio Tremonti di averlo «rassicurato dicendo che la Finanziaria è stata rafforzata e migliorata con meccanismi correttivi» in caso di sforamento dei conti.

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