Economia

Il governo ripristinerà il nucleare

Scajola: il ritorno all'energia atomica fa parte del programma

Il ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, rompe gli indugi e dopo molte dichiarazioni di principio punta dritto concretamente sull'atomo: assicurando investimenti, per il momento, almeno per recuperare le professionalità necessarie per annullare la distanza accumulata nei confronti degli altri paesi dopo il referendum dell'87. Il ministro sceglie un contesto che più simbolico non si può, il centro ricerche dell'Enea di Frascati, dove fisici e ingegneri lavorano da anni alla fusione, vale a dire la versione del nucleare del futuro sicura e senza scorie, che però non potrà diventare produttiva prima dei prossimi trent'anni. «Il nucleare - ha affermato Scajola - è già nel programma di governo di centrodestra, visto che c'è un ministro che ne parla e sponsorizza iniziative in questo campo, come la partecipazione dell'Enel al progetto Epr in Francia» o l'acquisto della maggioranza della società slovacca Se che produce energia anche con l'atomo. Lo sbarco dell'Enel in paesi a vocazione nucleare, però, non è il solo modo con il quale l'Italia può riavvicinarsi a questo tipo di energia: «Intendiamo investire sul nucleare - ha infatti annunciato il ministro - per eliminare il gap fortissimo che sciaguratamente abbiamo accumulato». Per prima cosa è fondamentale recuperare le necessarie professionalità: per questo verranno predisposti bandi per l'assunzione di ingegneri nucleari da parte dell'Enea. Per questo Ansaldo Energia darà vita ad Ansaldo Nucleare «nelle prossime settimane». Per questo, infine, l'Italia in tutte le riunioni internazionali «sostiene l'importanza di un piano attento di ricerca e sviluppo sull'energia nucleare». Del nucleare, insomma, l'Italia ha bisogno, anche se questo «non significa non investire anche altrove, a partire dal solare.

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