Economia

Euro in corsa verso altri record

Allarme dell'Ocse: a breve sarà inevitabile un aumento dei tassi

La debolezza del dollaro, associata ad una contrazione degli acquisti di obbligazioni del Tesoro statunitense da parte di investitori istituzionali esteri, è destinata a far salire il costo del denaro, con la conseguenza di comprimere il tasso di crescita delle economie industrializzate più in generale. È quanto afferma l'Ocse, nel suo rapporto sulle tendenze del mercato finanziario. L'organizzazione dei Paesi industrializzati rileva peraltro che «il calo del dollaro potrebbe avere effetti positivi in termini di maggiore competitività negli Usa e potrebbe inoltre ricondurre il deficit corrente su livelli più sostenibili». Ma detto questo, l'Ocse fa notare appunto che «sull'altro versante, tassi d' interesse più elevati potrebbero impattare sulla domanda interna, controbilanciando anche l'aumento delle esportazioni statunitensi, con possibili riflessi negativi su altri Paesi». L' Ocse fa notare anche che fino a questo momento in particolare i Paesi asiatici sono stati i maggiori compratori di asset statunitensi, ma per il futuro - anche alla luce della recente presa di posizione del G7 per un regime di cambi flessibile - questi acquisti potrebbero diminuire. Come conseguenza del diminuito appeal verso i titoli del Tesoro Usa - fa notare ancora l' Ocse - i tassi d' interesse sono destinati appunto a salire, sulla base del presupposto che la domanda privata di bond non sia in grado di compensare la diminuzione della richiesta da parte degli investitori istituzionali. L' Ocse si aspetta che entro la fine dell' anno i tassi a breve Usa salgano di un quarto di punto, con successivi, forti incrementi entro la fine del secondo trimestre del 2004.

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