Spettacoli Tv

Il retroscena

Marchini: «Il cda ha deciso in perfetta buona fede»

«Vorrei chiarire che il Cda non ha scelto, è stato sbattuto in un consiglio senza sapere di cosa si sarebbe parlato. E costretto a una scelta tremenda». Così Simona Marchini, membro del Cda del Teatro dell’Opera, risponde su quanto deciso dalla Fondazione su coro e orchestra. «Ci è stato detto: o chiudiamo il teatro per il deficit sopraggiunto o procediamo con l’esternalizzazione di coro e orchestra - sottolinea l’artista - Noi ci siamo trovati nell’urgenza assoluta di decidere e dopo due ore davvero difficili, ci siamo detti: forse così salviamo qualcosa. Lo abbiamo fatto in buona fede con pochi elementi per valutare, perché non ci sono stati dati. Perché di fronte alla chiusura del teatro eravamo disperati». «Però - prosegue la Marchini - abbiamo chiesto un altro consiglio immediato perché volevamo la garanzia assoluta che qualunque modalità fosse trovata, fossero riassunti dal teatro gli stessi artisti. Poi per fortuna si è riaperto un tavolo per la trattativa, cosa che ci ha allargato il cuore, perché era quello che volevamo. Noi ci siamo assunti quella responsabilità perché quel giorno non avevamo alternative. È stata una manovra pesante per la nostra coscienza, ci tengo a chiarirlo, e l’ho chiarito anche con quelli del teatro che mi conoscono da una vita e sanno come la penso. La nostra coscienza è limpida, abbiamo vissuto una prepotenza. Mi auguro sinceramente che tutto rientri».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.