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Non si può sfuggire ai pericoli dell’amore

Natalia PoggiMa davvero può esistere un professore di storia e filosofia che invece di spiegare Spinoza, Kant e la Rivoluzione Francese fa lezione sulla necessità di evitare come la peste l’innamora...

Ma davvero può esistere un professore di storia e filosofia che invece di spiegare Spinoza, Kant e la Rivoluzione Francese fa lezione sulla necessità di evitare come la peste l’innamoramento e soprattutto l’amore? È quello che succede agli studenti della II C di un liceo classico, protagonisti dell’ultimo libro di Mila Venturini «L’amore non conviene» (Ed. nottetempo). La scuola è di quelle fighette; fa venire in mente un liceo che esiste realmente in un quartiere cosiddetto bene della Capitale dove allocano gli aristodem, gli ex rivoluzionari di sinistra trasformatisi in borghesi illuminati con l’eterna puzzetta sotto il naso e la mania degli happy hour. Tutto questo, a onor del vero non c’è nel libro della Venturini che fin dalle prime pagine prende subito altre strade. E meno male perché ignorando e snobbando sovrastrutture ideologiche l’autrice ci regala momenti di serenità e di salutare leggerezza. Un libro che è l’elogio della normalità e del viver quotidiano. I ragazzi della IIC, le cui problematiche e fragilità non sono ignorate ma comunque stemperate ci proiettano in una dimensione di eterno ritorno. Siamo noi quando eravamo come loro, sono i nostri figli di oggi e quelli che verranno o che sono stati. L’amore, l’amicizia, la solidarietà, i turbamenti e le insicurezze, le cotte stratosferiche, gli incontri nelle cantine, il senso del collettivo, le lotte ambientaliste, le canne, le piantine di marijuana coltivate di nascosto nel cortile di scuola ecc.ecc. Le buone e in fondo innocue cose di una volta che fanno nostalgia. E poi c’è lui il professor Federico Serpieri, un perfetto alieno, con la sua proposta choc: un corso di «Effetti pericolosi dello stato d’innamoramento delle giovani generazioni». Un tema assurdo dettato da dolorose esperienze personali che però appassiona i ragazzi. E un susseguirsi di vicende tenere e divertenti come quando in classe si disquisisce di sesso e ormoni dell’eccitazione, di ossitocina ecc. ecc. Argomenti pure scabrosi ma raccontati con levità ed equilibrio. Arriva poi il colpo di scena, la tempesta, che questa volta non coinvolge i saggi ragazzi ma il folle professore e un’altra ancor più folle professoressa e mamma imperfettissima. Della serie chi predica bene, razzola male. Ma l’happy end ci sta tutto in questo libro che ha le tonalità del rosa e del verde acqua. Che ci proietta in un mondo color pastello. Ogni tanto ci vuole, sopratutto dopo tanto grigiore.

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