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Via Rasella fa litigare Baudo e i partigiani

«Una volta che sai che la tua azione, per quanto eroica, contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire "sono stato io" e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti, l’esempio più...

«Una volta che sai che la tua azione, per quanto eroica, contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire "sono stato io" e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti, l’esempio più calzante è quello del vice brigadiere dei carabinieri Salvo d'Acquisto» è l’invito al sacrificio di Pippo Baudo in merito alla polemica suscitata dalla sua trasmissione «Il Viaggio», proposta lunedì 8 luglio su Rai Tre, in cui aveva intervistato il maggiore dell’Esercito Italiano Francesco Sardone, direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine. Il conduttore ha scatenato la reazione dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani: «Purtroppo ancora una volta, parlando di via Rasella, si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico, e non di una "legittima azione di guerra partigiana", come è stato riconosciuto più volte dalla Corte di Cassazione italiana e da numerosi tribunali». A fomentare l’indignazione deve aver contribuito l’incauta sintesi televisiva da presentatore: «Dobbiamo dire la verità, sui fatti ancora si discute: gli autori non si sono mai presentati, anzi, sono stati insigniti di medaglia d’oro e alcuni hanno fatto i deputati». L’Anpi ha precisato che «le domande di Baudo sembravano legittimare come presunte "leggi di guerra” la consuetudine alla rappresaglia, solo in parte spiegata dal maggiore dell’Esercito, continuando a diffondere l’idea sbagliata che si potessero uccidere dieci persone per ogni militare morto. In realtà l’eccidio fu compiuto dai tedeschi in gran segreto e in tempi rapidissimi, ovvero 21 ore dopo l’azione, in combutta con la polizia fascista, che consegnò alle SS di Kappler una parte delle vittime. Non fu rivolto alcun appello a consegnarsi agli autori dell’azione di via Rasella né vi fu alcun preavviso della rappresaglia. Proprio per celare il posto dell’eccidio, i tedeschi fecero esplodere delle bombe all’ingresso delle cave Ardeatine».

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