Forse Cohen dovrebbe essere grato alla sua ex manager e amante Kelley Lynch di avergli sottratto dai conti, anni fa, qualche milione di dollari. Tralasciando il particolare che poi la Lynch si sia trasformata anche in una sua stalker personale (è stata condannata a 18 mesi di carcere), il raggiro ha spinto il leggendario cantautore ebreo-canadese a recuperare fondi e creatività in un "tour infinito" dove appare sempre in forma smagliante, a dispetto dei suoi 79 anni. Come è accaduto anche l’altra sera al Foro Italico, di fronte a un pubblico eloquentemente trasversale (c’erano pure De Cataldo, D’Agostino e Cicchitto). Borsalino in testa, a piccoli passi di danza o inginocchiato di fronte alla sua formidabile band, ha per quasi tre ore sciorinato un repertorio di commovente bellezza, una sarabanda di Musica assoluta con echi mitteleuropei, mediterranei, blues soul e folk, inaugurata da "Dance me to the end of love" e chiusa da "Closing time", passando per "Bird on the wire", "I’m your man", "The partisan", "Take this waltz", "Come healing" (perla tra le perle dell’album "Old ideas"), e naturalmente "Suzanne" o "Chelsea Hotel #2", il ritratto di quella notte perduta con Janis Joplin, tra sesso occasionale e la certezza dello straniamento degli artisti. "Che la vostra solitudine sia benedetta", ha detto alla fine. E da un monaco buddista toccato dalla grazia come Cohen non poteva esservi miglior congedo.
Leonard Cohen e la grazia dei suoi 79 anni
di Stefano Mannucci Forse Cohen dovrebbe essere grato alla sua ex manager e amante Kelley Lynch di avergli sottratto dai conti, anni fa, qualche milione di dollari. Tralasciando il particolare che...