General

Ferri balla ancora e debutta a Spoleto da coreografa

di Lorenzo Tozzi Questa volta per la serata inaugurale il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha scelto la danza. Lo meritava l’inatteso ritorno al palcoscenico di Alessandra Ferri ma anche il suo...

Q uesta volta per la serata inaugurale il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha scelto la danza. Lo meritava l’inatteso ritorno al palcoscenico di Alessandra Ferri ma anche il suo debutto come coreografa in uno spettacolo nuovo di zecca a metà tra gesto e parola. Il titolo, Piano Upstairs, su un testo dell’americano John Weidman, è evidenziato da un pianoforte gran coda che per tutto lo spettacolo sovrasta invisibilmente la scena. Sul palco una grande vetrata rivela ruderi ed arcate di una anonima città. Ai lati della scena solo un divano ed una poltrona di un salotto borghese entro i quali si snoda la storia di amore-odio di una coppia anonima come tante, rappresentata dall’attore Boyd Gaines e dalla sempre vibrante Ferri, cui la regia di Giorgio Ferrara conferisce i toni giusti di una riflessione a due, con perfetta interazione tra parola e danza. Lo spettacolo, racconto di solitudini contrapposte, vive di emozioni: ricordi, rimpianti, speranze, rimproveri, delusioni, un tenero abbraccio ma anche rabbia e aggressività fisica. Insomma tutta la gamma della dinamica del rapporto di coppia dalla poesia al dramma, segnato da parole non dette, da malintesi, da desideri inesauditi di prole ad abbandoni, ma anche da una malattia inesorabile. Sino all’ultimo abbraccio. Tutto si muove oniricamente su musiche pianistiche di sapore immateriale che vanno da Pärt a Cage e Glass. La malinconica storia è rivissuta a ritroso dal marito abbandonato come un flashback della memoria sino alla consapevole illuminazione finale che condurrà entrambi ad un abbraccio mortale. Calorosissimi gli applausi finali agli interpreti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.