«Ecco cosa scrisse Sandro Paternostro, del quotidiano "Il Tempo", a proposito dei sabotatori italiani istruiti a Praga, nella corrispondenza da Berlino del 3 luglio 1952: A Berlino siamo riusciti ad apprendere alcuni interessanti dettagli sulla sorte del deputato comunista Francesco Moranino, dopo la sua clamorosa fuga dall’Italia per evitare il mandato di cattura spiccato dall’autorità giudiziaria. Moranino - che aveva coperto delicati incarichi ai diretti ordini di Secchia, Longo e di Moscatelli nella speciale sezione dell’apparato interno del Pci che si occupa della selezione degli ex partigiani "fedelissimi" per ogni futura bisogna - si trova ormai a Praga sin dal giorno seguente a quello della fuga. A Praga Moranino dirige una scuola per l’addestramento di elementi partigiani e comunisti italiani per futuri compiti di sabotaggio in Italia. Alcuni degli allievi della scuola di Moranino sarebbero ex prigionieri in Russia che optarono a suo tempo per le cosiddette scuole Antifa e che vengono ufficialmente ritenuti in Italia morti o dispersi. Essi hanno tutti adottato nomi falsi...». Da un articolo de Il Tempo di oltre sessant’anni fa parte la «caccia» dello storico Rocco Turi: è arrivato in libreria: «Storia segreta del Pci. Dai partigiani al caso Moro», edito nelle Storie Rubbettino. Un saggio che sembra fare il paio con i romanzi di Ian Fleming quando, a meno di un decennio dallo sbarco in Normandia, l’Europa dilaniata dalle bombe, era percorsa da fortissime tensioni le cui fila portavano, da un lato, a Washington e dall’altro a Mosca. Ma questo non è un romanzo di 007 e nemmeno un’opera di fantasia. È la ricostruzione di un periodo, quello del Dopoguerra, che Turi affronta con il piglio dell’archeologo cercando, nelle tracce, alle volte piccoli appigli, altre resoconti dettagliatissimi, la storia della Guerra Fredda nel nostro Paese. Tutto inizia dal periodo più duro per l’Europa, alla fine della seconda Guerra Mondiale. All’epoca in Italia non erano pochi i partigiani che rischiavano di essere accusati di omicidi e vendette personali. Alcuni di questi furono accolti in Cecoslovacchia, dove venivano considerati «utili» per eventuali azioni future. E allora Cecoslovacchia voleva dire Mosca, una periferia dell’impero dove era possibile tenere lontano dai riflettori persone dal passato, e dal futuro, controverso e misterioso. Turi segue il filo della vita di queste persone. La sua ricerca, tra difficoltà e incredulità, è durata più di un quarto di secolo e ancora non è conclusa. Rudolf Barak, ex Ministro dell’Interno cecoslovacco negli anni Cinquanta, che mai aveva accettato di incontrare uno studioso straniero, confermò personalmente a Turi che partigiani italiani furono «assunti» dal Kgb e dalla polizia segreta cecoslovacca. Negli otto anni del ministero di Barak, dal ’53 al ’61, furono al suo servizio. Questa pratica fu raccolta dai suoi successori in tutti gli anni della Guerra Fredda e la Cecoslovacchia fu meta per l’addestramento di terroristi provenienti da tutto il mondo. «Bella novità», dirà qualcuno. Ma, in realtà, queste sono pagine di Storia ancora tutte da scrivere. John Fitzgerald Kennedy durante il suo mandato disse senza mezzi termini che l’Italia era una portaerei al centro del Mediterraneo. Dal libro di Turi si capisce che per quella portaerei le due potenze mondiali: America e Russia, combatterono una «guerra segreta» che fece numerose vittime. Tra queste in qualche modo, c’è anche Aldo Moro, che, con il suo progetto di «allargare» la forza di governo anche al Partito comunista, che ai tempi aveva una robusta ala filosovietica, aveva scontentato tanto Washington quanto Mosca. E a colpire quel politico scomodo furono sì le Brigate rosse, al termine di una letale parabola che attraversò la nostra democrazia, ma all’interno delle quali operavano forze che facevano capo a gangli pensanti molto lontani dal nostro Paese. Non solo: nel mirino di forze internazionali sarebbe finito anche Enrico Berlinguer, esponente di spicco del Pci, teorico dell’Eurocomunismo, coinvolto in un incidente sospetto durante una visita in Bulgaria nel ’73. Il libro di Turi offre più domande che risposte ed è un invito a rileggere la storia del Dopoguerra, in Italia e nel mondo. Una storia nella quale dominano le due Superpotenze presenti nel nostro territorio con forze occulte, ma reali. Una pagina di Storia che, probabilmente, solo tra diversi anni si potrà leggere completamente.
Quella linea rossa che dai partigiani arriva al caso Moro Il rapimento e l’uccisione dell’esponente Dc al centro degli equilibri della Guerra Fredda
di Antonio Angeli «Ecco cosa scrisse Sandro Paternostro, del quotidiano "Il Tempo", a proposito dei sabotatori italiani istruiti a Praga, nella corrispondenza da Berlino del 3 luglio 1952: A...
