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Tra politica e teatro. Una vita con il compagno-genio

Si è spento un altro faro del palcoscenico italiano. Ieri mattina alle 8.50 nella sua casa milanese di Porta Romana è scomparsa Franca Rame, preziosa compagna di vita e scena del Nobel per la...

Si è spento un altro faro del palcoscenico italiano. Ieri mattina alle 8.50 nella sua casa milanese di Porta Romana è scomparsa Franca Rame, preziosa compagna di vita e scena del Nobel per la Letteratura 1997 Dario Fo, con cui ha condiviso sessant’anni di ineguagliate esperienze di teatro e impegno civile. Colpita da un ictus il 19 aprile dello scorso anno, era poi tornata nella sua abitazione dopo un breve ricovero ospedaliero. Nata a Villastanza (Parabiago, provincia di Milano) il 18 luglio del 1929 in una famiglia d’arte dedita al teatro di burattini e marionette, aveva debuttato ancora in fasce per poi passare alla rivista, dove esordì nel 1950 con Tino Scotti in «Ghe pensi mi» di Marcello Marchesi, rimanendo impressa per bravura e avvenenza fisica. Il 24 giugno 1954 ha sposato Dario Fo nella basilica di Sant'Ambrogio di Milano e dall’unione è nato nel 1955 il figlio Jacopo. Ammirata protagonista femminile degli storici spettacoli di Fo fin dalla prima edizione de «Il dito nell’occhio», ha collaborato da sempre alla stesura dei testi e agli allestimenti in un sodalizio fra i più fertili e produttivi del teatro internazionale. Dopo l’uscita dal circuito ufficiale dell’Eti, la coppia ha fondato il collettivo teatrale Nuova Scena e poi La Comune, presentando eventi di satira e di politica come «Morte accidentale di un anarchico» e «Non si paga!». Nel 1973 l’attrice fu sequestrata da un gruppo di estrema destra che la violentò e seviziò per ore: un trauma indelebile raccontato coraggiosamente nel monologo «Lo stupro» del 1981 e rimasto impunito per prescrizione. Senza Fo, ha interpretato nel 1978 «Tutta casa, letto e chiesa», proposto per anni in tutta Europa, nel 1986 «Parti femminili 2», nel 1992 «Parliamo di donne» e nel 1994 «Sesso? Grazie tanto per gradire». Nel 1997 ha recitato accanto a Giorgio Albertazzi in «Il diavolo con le zinne» con regia di Fo e nel 1998 ha partecipato alle tournée del marito per «Marino libero, Marino innocente!». Nel 2009 ha scritto a quattro mani con Fo la sua autobiografia «Una vita all'improvvisa» e con il marito è stata di nuovo in scena tra il 2011 e il 2012, riprendendo un classico amatissimo e popolare come «Mistero buffo». Non si può dimenticare il suo talento nel vivere l’arte come un semplice lavoro quotidiano con l’umiltà delle anime grandi.

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