I resti del poeta cileno Pablo Neruda saranno riesumati oggi a Isla Negra, un centro balneare a 120 chilometri da Santiago del Cile. Lo scopo è quello di effettuare accertamenti ed analisi che consentano di stabilire con esattezza le cause del decesso dello scrittore, morto all'età di 69 anni, appena 12 giorni dopo il golpe del generale Augusto Pinochet. Ufficialmente Neruda morì a causa di un tumore alla prostata ma secondo il suo assistente Manuel Araya ad ucciderlo fu una iniezione letale che gli venne praticata in ospedale. Neruda aveva programmato il proprio esilio in Messico, da dove contava di guidare il movimento di opposizione alla dittatura militare instaurata nel suo paese, ha ribadito a più riprese Araya. «Fino al giorno della mia morte non cambierò versione - ha assicurato alla Bbc - Neruda è stato assassinato. Non volevano che lasciasse il paese e quindi lo hanno ucciso». Gli esperti incaricati delle analisi hanno spiegato che cercheranno essenzialmente due cose: elementi che testimonino della malattia cui è stata attribuita la causa ufficiale del decesso del poeta. Se questi saranno rintracciabili nelle ossa, indicherebbero che il tumore era in stato avanzato e questo appoggerebbe - anche se non confermerebbe - la tesi della morte per malattia. In secondo luogo cercheranno di rintracciare la presenza di eventuali tracce di veleno, a conferma della tesi di Araya. «Il tempo trascorso rende il nostro lavoro difficile» ha spiegato il dottor Patricio Bustos, direttore del servizio medico legale cileno che curerà la supervisione dei lavori di riesumazione. «Ma d'altra parte vi sono stati progressi tecnologici negli ultimi 30-40 anni che ci possono venire in aiuto».
Vengono riesumati i resti di Pablo Neruda
Lo scrittore cileno morì appena 12 giorni dopo il golpe di Pinochet. Le analisi cercheranno di capire se la causa del decesso fu un tumore o se, come sostiene il suo assistente, fu assassinato in ospedale con un’iniezione letale

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