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Deneuve: «L’amore? Serve a restare giovani»

Fuori concorso il cartoon «The Croods» con le voci di Nicolas Cage e Emma Stone

Il 63esimo Festival di Berlino si avvia alla conclusione con altre due pellicole, ieri in concorso, «Elle s’en va» di Emmanuelle Bercot e il sudcoreano «Nobody’s Daughter Haewon» di Hong Sang-soo. Dopo «Gloria» - tuttora il film favorito per l’Orso d’oro il concorso tedesco ha proposto un’altra storia (Elle s’en va) incentrata su una donna matura, in questo caso Bettie, una ristoratrice interpretata dalla strepitosa Catherine Deneuve, che un giorno si allontana per andare a comprare le sigarette, ma in realtà si ritroverà a cercare qualcosa di più profondo, di cui sente la mancanza, nella sua vita. Curiosamente, una fuga - e soprattutto una scena chiave in un ristorante - sono anche al centro del film di Hong Sang-soo, che invece si evolve attorno alla relazione tra una studentessa e il suo professore. Lei vorrebbe chiudere il rapporto con l’uomo, che invece le propone di fuggire insieme quando il rapporto diventa di pubblico dominio. La pellicola con la Deneuve è invece una commedia on the road con un personaggio tagliato apposta sulla diva francese che quest’anno compirà 70 anni: qui fa la padrona di un ristorante in Bretagna e, lasciata dal compagno per una ragazza molto giovane, decide di partire verso una meta ignota. Mentre il suo risotrante rischia intanto di fallire. Sulla strada farà tanti incontri curiosi: ritrova un nipote che quasi non conosceva, riscopre una figlia che prova per la madre sentimenti negativi, si mette a scherzare con delle miss francesi agè, mentre dovrà fare i conti con le nevrosi della sua vecchia madre. Finché l’incontro con un ragazzo bello e giovane non le restituirà fiducia nel futuro. Con il suo impeccabile fascino d’oltralpe, Deneuve ha confessato che «è difficile invecchiare per una donna, soprattutto se si fa il mestiere dell’attrice, però nella vita le sorprese non mancano mai e ci sono persino persone che magari si innamorano in un ospizio e vivono felici. Accade spesso, anche se non ci si pensa. Certo la felicità è propria più dei bambini, perché incoscienti, per gli adulti non è uno stato permanente, l’esistenza di tutti i giorni è fatta anche di altre cose, non sempre positive. Quello di Bettie - il mio personaggio - è un viaggio improvviso, che le consente di ritrovare se stessa: poi, come me, è un’accanita fumatrice, sempre alla ricerca di una sigaretta. E ogni volta che ne accendo una tutti mi fotografano: ormai anche in Europa fumare è diventato vietatissimo». Fuori concorso è stato poi presentato il film d’animazione, «The Croods» in 3D (dal 22 marzo nelle sale italiane) di Chris Sanders e Kirk De Micco, sulla storia di una famiglia preistorica costretta ad intraprendere un lungo viaggio, quando la loro casa-caverna viene distrutta. A dare voce ai personaggi vi sono tra gli altri, Nicolas Cage (Grug), Emma Stone (Eep), Ryan Reynolds (Guy) e Catherine Keener (Ugga). Nicolas Cage si è augurato che «di non assomigliare a Grug. Anche se molte famiglie potranno ritrovarsi in quella rappresentata nel cartone: soprattutto nel padre iperprotettivo e nei cambiamenti che attraversano. Dato che non c’era preparazione, per formare il personaggio ho fatto riferimento ai ricordi, che potevano anche essere legati ad una pubblicità che avevo visto. Anche questo, come ogni film, ha un suo messaggio, perché porta a riflettere e sono stato felice di interpretare un padre forte anche se un po’ burbero». Emma Stone ha infine dichiarato che «durante la lavorazione pensavo solo a divertirti. Vorrei avere la forza di Eep, il mio personaggio: nonostante sia un film d’animazione c’è molta fisicità». Berlinale Special ha poi puntato su due documentari che si evolvono intorno ai temi dello sport e della disabilità: «Gold - You Can Do More than You Think» di Michael Hammon sulle storie di tre atleti che stanno per partecipare alle Paraolimpiadi di Londra, mentre «My Way to Olimpya» di Niko von Glasow è diretto da un regista disabile che segue le vicende di alcuni atleti paraolimpici.

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