«Maestro della lirica», così lo definiscono i conduttori de «Il trucco e l’anima», programma andato in onda ieri su Radio1 Rai, per raccontare 60 anni di carriera di Franco Zeffirelli. Grandi opere, come «Romeo e Giulietta», o «Gesù di Nazaret» per la tv, la storia dei «kolossal» in una regia. Sono i grandi successi di un novantenne giovanile, che continua a incantare. «Un traguardo impegnativo», ha definito il suo compleanno il Maestro. E, dopo aver sottolineato la vita «splendida» che questi ha avuto, c’è un unico rimpianto: «Quando sono pessimista o stanco - ha detto - scelgo un momento bello del mio passato». E avanti con gli incontri con i grandi divi: Maria Callas, Liz Taylor, Visconti. La curiosità vien parlando: il Maestro festeggerà il proprio compleanno insieme ai suoi amici più cari. Per far spegnere le 90 candeline con il Maestro, anche la televisione si è data da fare. Su Rai Storia «Appunti da una vita straordinaria»: al canale, Zeffirelli svela in esclusiva il suo volto spirituale e riflessivo. Un percorso intimo e delicato fino ad oggi sconosciuto. Rai Educational diretta da Silvia Calandrelli, presenta infatti «Res»: «Franco Zeffirelli, appunti di una vita straordinaria» di Giorgio Serafini Prosperi, regia di Pino Galeotti, in onda il 12 febbraio alle 23 su Rai Storia, appunto. Franco Zeffirelli mai visto. Quello segreto, nascosto, più intimo. Lontano dalle polemiche superficiali e vicino ad una dimensione spirituale che mai si è mostrata come in occasione dell’intervista rilasciata a questo programma. Un documento che, per questo, diventa unico ed eccezionale, ideale per celebrare una tra le figura più rappresentative del panorama culturale italiano. Un’ora nel corso della quale Rai Storia ricostruisce le tappe principali di un’esperienza oltre che artistica, umana e spirituale. La figura che si propone è realmente fuori dal comune, soprattutto rispetto a ciò che il mondo ha fino ad oggi conosciuto di Zeffirelli. Inusuale, disposto al racconto più intimo. Spiritualità e riflessione nuove che emergono - per la prima volta e contemporaneamente - con grande forza ed estrema delicatezza. «Andavamo da Giorgio La Pira tutti i pomeriggi a San Marco - racconta Zeffirelli - e lui era felicissimo di vederci. Parlava dei miracoli come un tecnico: bisogna semplificare il sovrannaturale, diceva, perché noi siamo schiavi del naturale». Poi San Francesco, «figura affascinante alla cui predicazione non si può resiste».
In tv la dimensione mistica del Maestro
