Tintaunita, maculato o pois. Vintage o social, ecologico e perfino creato dai rifiuti elettronici, il costume da bagno quest'anno vince la crisi. A colpi di forbici secondo Cinzia Padula, creativa di Campi Salentina soddisfatta di aver visto sfilare Naomi Campbell sfilare con il suo bikini all'uncinetto. Oppure a suon di cavi elettrici e componenti di computer in disuso: creato dai designer americani Jennifer Shannon e Andi Cheung, l'e-waste sensibilizza i bagnanti sul tema dell'ecologia e sottolinea la discriminazione sul lavoro che ancora affligge le donne nei settori della tecnologia e dell'informatica. Che dire dell'ecobikini? Agogoa, marchio fondato da Jerry Tommolini, trasforma le bottiglie di plastica in due pezzi sexy e chic, realizzati con una fibra ricavata da polietilene tereftalato, più noto come PET riciclato. Ne è passata d'acqua sotto i ponti da quando le donne d'inizio Ottocento se ne andavano al mare con quel vestito di flanella lungo fino al ginocchio, da indossare con dei pantaloni lunghi, calze e scarpe di tela. Un indumento di un certo peso soprattutto quando era bagnato, al punto che se ne contarono molte di donne che morirono annegate avendo in dosso il primo costume della storia. Fin quando non arrivò l'era della leggerezza, con l'avvento del bikini nel 1946. Tara Vintage (Bra – Cuneo), Humana Vintage (Milano) sono solo alcuni dei negozi dove trovare pezzi rari beachwear o costumi in perfetto stile agé. E tornano di moda i modelli interi che Marilyn Monroe sfoggiava sulla spiaggia di Amagansett, ad Hamptons, nella primavera del 1957. Dolce & Gabbana li hanno riproposti anche nella versione con reggiseni a balconcino e culotte a vita alta decorati con tanta frutta, chiaramente ispirati alle formosità della donne del passato. Decisamente di matrice californiana le proposte per le più giovani che seguono Holluster: push up, triangoli e a fascia con righe e volant per lei; boxer a scacchi per lui. Il laccetto sui fianchi è un evergreen per H&M, Bacirubati, Zara, Tezenis, Benetton, Miss Bikini, Liu Jo e Golden Point. La Perla invece sceglie i colori energetici della Pop Art, le geometrie ispirate al celebre Mondrian Dress, i fiori psichedelici di Andy Warhol: ma tutto sotto il segno dei Sixties. Due i principali mood della collezione per Calzedonia (Creta nei toni menta o acquamarina e Jamaica, decisamente vitaminica), che rottama il vostro vecchio costume. Anche di altre marche. Dopo Intimissimi che riciclava i vecchi reggiseni, se il bikini dell'anno scorso vi sembra troppo sgambato o esageratamente scolorito, non buttarlo: ottieni un buono sconto e aiuti l'ambiente, visto che il «raccolto» viene consegnato alla I:Collect Ag, azienda internazionale che si occupa di smaltire in maniera ecocompatibile i vecchi costumi. Se invece il vostro punto debole sono i fianchi e la vita larga, ma vi piace l'intero (non adatto alle «donne a fiasco»), abikino di Christies mette tutte d'accordo: l'abito trasformista che diventa bikini, minidress svasato con coppa a triangolo o fascia preformata, gonna pareo abbinata al top e prendisole ancora più ridotto. Infine se vi ritrovate il tankini (canotta e slip) indossatelo senza esitazione: è troppo pratico e femminile per rottamarlo.
Bikinimania
A fascia o intero Dalla Pop Art il costume è un cult