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OPERAZIONEDRAGO

L'astronave della società SpaceX volerà sulla Base Spaziale Inizia una nuova era, quella dei privati alla conquista del cosmo

Lasocietà americana «SpaceX» ha annunciato di aver fissato per il 19 maggio la data del primo tentativo di lancio della sua navicella «Dragon». La destinazione è la Stazione Spaziale internazionale. Nei comunicati si parla di «primo tentativo», con la prudenza d'obbligo in un settore dove tutto deve essere «a prova di errore». La navicella Dragon è un «colosso» da sei tonnellate di peso, distribuiti su 5,2 metri di altezza, con 3,6 metri di diametro. Sarà la prima capsula privata ad ormeggiare sulla Iss. Per l'operazione servirà l'intervento dello speciale braccio robotico della stazione. Il vascello Dragon sarà «afferrato» dalle mani meccaniche, come è già avvenuto altre volte nel passato per le navette cargo europee e giapponesi. La «Space Exploration Technologies Corporation», che tutti chiamano SpaceX, è un'azienda pilota nel campo dei trasporti spaziali. Da tempo ormai sta sviluppando lanciatori spaziali a razzo, parzialmente riutilizzabili come il Falcon 1 e il Falcon 9, più una capsula per il trasporto orbitale di persone e merci: la Dragon. Anima e motore di tutto l'imprenditore sudafricano Elon Musk che, dopo avere inventato il «microcredito» via Internet con l'azienda PayPal, ha deciso di puntare dritto verso il cielo (e oltre) fondando la SpaceX. Musk è il primo a rendersi conto che progettare, costruire e varare una flotta spaziale, dovendo fare i conti con i problemi di budget, non è un'impresa da poco. Ma si è rimboccato le maniche e ha lanciato la sua sfida. Musk si è detto consapevole dei rischi, ma anche ottimista sulle probabilità di successo del viaggio. Dal 7 febbraio scorso il decollo del Dragon è stato rinviato già tre volte. La portavoce della SpaceX, Kirstin Brost Grantham, ha annunciato che «SpaceX e Nasa hanno terminato i controlli sulla strumentazione elettronica di Dragon e SpaceX ha presentato la domanda alla base aerea di Cape Canaveral per procedere al lancio il 19 maggio con la possibilità di un secondo tentativo il 22 maggio». La portavoce ha aggiunto che «finora non è stato segnalato alcun problema durante le verifiche, ma data la complessità di una simile missione, vogliamo dare prova della massima diligenza». In realtà qualche problema c'è stato e la data del lancio è stata studiata con attenzione. Tecnica a parte la Nasa non voleva procedere all'operazione prima del lancio di una Soyouz russa il 14 maggio, sempre con destinazione Iss e ammaraggio il 16. Alla fine si è deciso che l'«operazione drago» poteva lasciare la rampa di lancio sabato della prossima settimana. Si tratta di un obiettivo importante, che segnerà il futuro prossimo dell'avventura delle aziende private nello spazio e della SpaceX in particolare. La stazione Iss dovrebbe restare in funzione almeno fino al 2020, ma più probabilmente la sua vita sarà estesa al 2028. Con la fine del suo programma trentennale di navette spaziali, la Nasa ha scommesso sul settore privato per effettuare almeno i viaggi di approvvigionamento e di trasporto degli astronauti verso l'Iss. Lo scorso anno il numero uno della Nasa, l'astronauta Charles Bolden, proprio a Roma, durante una conferenza, ha indicato un'immagine del «Falcon» SpaceX, affermando con sicurezza: «Questo è il nostro futuro».

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