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INSALATASPAZIALE

Esperimenti in orbita sulla crescita della verdura a gravità zero Sarà il cibo degli astronauti. Sulla Iss arriva una zucchina

Chiama la fantascienza non potrà non ricordare i pasti liofilizzati di «2001: Odissea nello spazio», o le «pillole energetiche» di tanti altri racconti e film. Sbagliavano tutti:gli esploratori spaziali del futuro, infatti, mangeranno con tutta probabilità ortaggi e legumi freschissimi. E anche, volendo, una buona insalata spaziale. L'altro giorno, con un paio di minuti di anticipo sulla tabella di marcia, la navetta cargo russa Progress M-15M, senza equipaggio, solo per il trasporto di materiali, ha attraccato, con una manovra da manuale, tutta automatica, al boccaporto della Stazione Spaziale Internazionale. «Alpha». Sulla Progress c'erano 2,36 tonnellate di rifornimenti: combustibile, ossigeno, attrezzature scientifiche, medicinali, vari contenitori e, naturalmente, acqua, che non serve solo per bere, ma anche per annaffiare il piccolo «orticello» spaziale organizzato sulla base orbitante. Per il momento tutto è in fase sperimentale: gli scienziati studiano gli effetti della gravità zero sulle verdure: certo è che, presi gli inevitabili accorgimenti per quello che riguarda la terra e il sistema di irrigazione, (tutto molto contenuto) le piante nello spazio crescono. Eccome. E proprio in questi giorni c'è una zucchina tra i membri della Iss. Come tutti ha dovuto superare qualche test prima di essere ammessa a bordo e ora cresce beata, galleggiando nel vuoto. L'obiettivo, come riportato dall'agenzia EuropaPress, è di studiare gli effetti della microgravità sulla crescita della pianta. Da poco più di una settimana a bordo, la sua evoluzione viene seguita dall'astronauta della Nasa Don Pettit, membro della 30esima spedizione della Iss, che racconta le fasi della crescita su un blog e su Twitter, facendo parlare, con una buona dose di umorismo, il vegetale in prima persona. Al momento all'astrozucchina non va tutto bene: ha non poche difficoltà, soprattutto nel processo fotosintetico a causa del ritmo giorno-notte, che, ovviamente, sulla base spaziale, è totalmente sconvolto. Purtroppo la zucchina spaziale non registra una crescita significativa delle sue foglie. La pianta è conservata in una sacca «Ziploc», che trattiene l'umidità ed è alimentata da una miscela speciale di sostanze nutritive. Come ha indicato Pettit, è coltivata con un metodo chiamato «aeroponics», che richiede quantità ridottissime di terra e acqua. Ma la zucchina non è l'unico ospite vegetale a bordo, c'è un altro esperimento attualmente sulla Iss, con girasoli e broccoli. I primi sono quelli che sembrano cavarsela meglio di tutti: hanno sviluppato uno stelo della dimensione delle foglie e sono abbastanza robusti, i secondi, invece, sono ancora piccoli e deboli. In tempi non lontani sono state sparate in orbita anche diverse varietà di lattuga, piselli e lenticchie. I tentativi riguardano piante già minimamente sviluppate e poi portate in orbita, come semi fatti decollare e successivamente germogliati. Gli scienziati sono ancora alle prime fasi della conoscenza di questo interessante settore, cioè la coltivazione di piante in ambienti extraterrestri, ma c'è da giurare che gli astronauti del futuro, nelle missioni a «lunga scadenza», non mangeranno surgelati e cibi concentrati. Ma coltiveranno il loro orticello spaziale facendo crescere quello che preferiscono.

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