Maquesta non è più fantascienza: c'è un pool di scienziati al lavoro che ha promesso, in cinque anni, di portare al giardino zoologico un mostro preistorico. Insomma «Jurassic Park» presto lo potremo girare con animali veri, altro che effetti speciali. Un gruppo di ricercatori russi e giapponesi hanno annunciato che, nell'anno alle porte, prenderà il via il progetto per clonare un mammuth partendo dalle cellule ricavate da resti trovati alcuni mesi fa in Siberia. A dare vita nuova questa idea, che già negli anni passati aveva affascinato diversi scienziati, è stato il ritrovamento, lo scorso agosto, di un femore congelato di un antico mammuth, in eccezionale stato di conservazione, con al suo interno tracce di midollo osseo dell'animale. I mammuth sono estinti da 10 mila anni ma, come ha riportato il quotidiano nipponico «Kyodo news», il ritrovamento del midollo permetterebbe di superare il problema principale, cioè la «frammentazione» dei campioni di dna. A portare avanti gli esperimenti sono gli esperti dell'Università di Kinki e di quelli del Museo dei Mammuth della Repubblica di Sakha, che stanno ora analizzando i reperti: «L'intenzione è quella di sostituire il nucleo di un ovulo di elefante con quello estratto dal campione di osso - hanno spiegato gli scienziati - dando vita a un embrione con caratteristiche preistoriche che potrà essere impiantato nell'utero di un'elefantessa». Secondo i ricercatori c'è «un'alta probabilità» che nel midollo congelato ci siano nuclei utilizzabili. I nuovi resti sono venuti alla luce grazie ai cambiamenti climatici che stanno sciogliendo lo strato superficiale del permafrost, il terreno perennemente ghiacciato, della regione siberiana. Gli scienziati si dicono fiduciosi, anche se i risultati ottenuti finora tentando di far «rinascere» con la clonazione specie estinte non hanno mai dato buon esito. tentativi sono stati fatti anche con specie relativamente recenti, come lo stambecco dei Pirenei estinto nel 1999, clonato dai ricercatori di un centro di Saragozza diretti da Jose Folch, la cui progenie è sopravvissuta per appena sette minuti a causa di gravi malformazioni. Tentativi simili per riportare in vita la tigre della Tasmania e anche il bue asiatico non hanno avuto esito migliore. Insomma una raffica di fallimenti che comunque non ha scoraggiato gli studiosi che vogliono far uscire «Jurassic Park» dalla fantascienza. Come il paleontologo Jack Horner, guarda caso consulente scientifico di Spielberg, che da anni tenta di far «regredire» i polli al loro stadio originario di piccoli dinosauri. Intanto, l'altro giorno, l'Accademia russa delle Scienze ha annunciato di aver rinvenuto un altro mammuth, vecchio 40mila anni, nel nord della Siberia. I resti erano in una grotta sulla costa dell'Oceano Glaciale Artico, vicino al villaggio di pescatori Yukagir, nella Repubblica di Sacha-Jacuzia. L'animale, conservatosi nel permafrost, al momento della morte aveva 10 anni, pesava tra i 200 e i 250 chili ed era lungo 2 metri. Chissà, forse il piccolo mammuth siberiano tra qualche anno potrebbe ritrovarsi a passeggio in qualche giardino zoologico.
JURASSICPARK
Scienziati russi e giapponesi al lavoro per clonare un antico mammuth In cinque anni l'animale vivo da un femore congelato trovato in Siberia