Unacasa non più solo dolce ma anche intelligente. Dove la vasca da bagno si riempie d'acqua al suono della sveglia e la tv si accende sul telegiornale delle 8, da seguire sullo specchio davanti al lavandino. È la dimora del futuro. Si adatta come un guanto al proprietario, senza che questo debba muovere un ditto: merito della domotica, scienza che avvicina l'uomo alla tecnologia. Basta usare l'iPhone e cellulari per leggere immediatamente il contatore e scoprire quanta corrente hai consumato. Stessa operazione per avviare la lavatrice. Idem per accendere il tostapane, che si connette a internet per scaricare le previsioni del tempo e tostare le fette di pane lasciando il segno di pioggia, nuvole o sole, a seconda le previsioni. Fantascienza? No: realtà, in scena fino al 7 novembre nei quattro padiglioni dell'edizione autunnale di Moa Casa, alla Nuova Fiera di Roma. Ci sono cappe «spaziali» come bolle d'aria, sospese alla parete. Lampadine fuori legge trasformate in vasi. Buste per portare la spesa che tornano a nuova vita trasformandosi in portacandele. Sbaglia chi pensa le case siano tutte uguali. I giovani designer in mostra nello spazio evento KATA, capitanati dall'architetto Michel Fanfulli, lo sanno bene. Loro l'oggetto in disuso lo riusano, trasformandolo in pezzo di design. È avvenuto con Cicledia, la sedia sgabello di Amusing Design che propone complementi di arredo dove il gioco è protagonista. Ma è il caso anche delle creazioni in cartone come poltrOOn, del deZign Studio, nata dall'idea di utilizzare un semilavorato povero, riciclabile ed ecosostenibilie. Un prodotto con lo scopo di sensibilizzare e divertire le persone. Venduta smontata, per costruirla basta essere in coppia e avere 10 minuti di tempo, lasciando viti e colle nello sgabuzzino. Altro esempio è Gaetana, la poltrona che nasce, in serie limitata, come reinterpretazione in chiave ecologica di un'icona del design contemporaneo. Realizzata con pannelli di cartone alveolare riciclato e riciclabile, assemblati manualmente, Gaetana è la capostipite della linea eco di Dry Design, pensata da Paolo Gentile, articolata in sedute, tavoli e scaffali. Ma la nostra casa del terzo millennio non sarà solo un mix di automazione, comfort, sicurezza e risparmio energetico. A strizzare l'occhio alle faccende domestiche ci penseranno anche i tessuti antimacchia, utilizzati per i rivestimenti dei divani: merito delle nanotecnologie e di una carta assorbente capace di tirar via tutto lo sporco all'istante. Che dire poi della nuova tendenza all'effetto materico? Spunta ovunque: dal salotto alla camera da letto. Ma è in cucina che i visitatori di Moa Casa si soffermeranno. Al padiglione 4 si può toccare con mano la ricerca di materiali utilizzati per personalizzare la cucina, attraverso cementi in resina presi in prestito dall'edilizia: queste resine, con le quali si possono realizzare pavimenti e rivestimenti murari, diventano proprio la finitura sia del piano di lavoro, che di tutta la cucina. Il risultato è un monoblocco di cui non si vedono le giunzioni. Se poi mirate a far strabuzzare gli occhi agli invitati, soffermatevi sulla cucina realizzata in kerlite con materiale che non assorbe, non si graffia e resiste anche ai cuochi più arditi. Cucine solide, quasi indistruttibili ma eleganti. Ingresso 7 euro.
FuturCasa
Non solo dolce e accogliente ma «intelligente»