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Videogame mania

Bolidi che sfrecciano ad altissima velocità, scontri a fuoco in città flagellate dalla guerra, avventure in universi fantasy-medievali, ma anche storie ambientate in un futuro dove si deve lottare per la sopravvivenza della razza umana. Non importa in quale posto si voglia viaggiare con la propria fantasia, l'importante è che l'esperienza sia il più possibile simile alla realtà. Questo è l'obiettivo che i programmatori e le case produttrici dei videogame moderni si pongono anno dopo anno. Ormai il divertimento, sia esso su pc o su console, funziona esclusivamente se quello che viene proposto su schermo riesce ad «ingannare» l'occhio, catapultando il giocatore in una realtà talmente credibile da farlo immedesimare ed appassionare al gioco. Il videogame moderno può senza dubbio essere definito l'esempio più palese di «cinema attivo», dove ad una trama ricca si aggiunge l'azione più sfrenata ed un coinvolgimento da parte di chi sta davanti allo schermo che va oltre il semplice gioco. Proseguire nell'avventura può essere paragonato alla lettura di un libro, con la differenza che oltre ad avere la capacità di tenere il giocatore incollato allo schermo, il videogame ha anche la forza di rendere completamente interattivo l'ambiente in cui si sviluppa la trama. La grande forza dei nuovi videogiochi è quella di rendere tangibili le passioni che sono celate nelle persone, ed è per questo che sia grandi che piccini si tuffano in queste esperienze «virtuali» collaborando insieme per raggiungere l'obiettivo comune. Titoli come «Battlefield 3» o «Call of Duty Modern Warfare 3» hanno la capacità di rapire letteralmente i giocatori trascinandoli in una dimensione dove si impersona, ad esempio, un marine e si è protagonisti della salvezza del proprio Paese durante un conflitto. L'incredibile dettaglio grafico, i palazzi che si sgretolano, i proiettili che fischiano sulla testa di chi gioca ed il sonoro sono la ricetta che è in grado di «rapire» le persone. Oppure titoli come «Gran turismo 5» o «Forza Motorsport 4», simulatori di guida, che rendono possibile il piccolo grande sogno di mettersi al volante dell'auto dei propri sogni, ascoltarne il rumore fedelmente riprodotto, osservarne gli interni, apportare modifiche al veicolo e sfidare altri giocatori nelle modalità online proposte dal menu. Ma non finisce qui. Le grandi saghe, infatti, come «Gears of War» o «God of War», passando per «Oblivion» e «Mass Effect» finendo per «Dragon Age», «Halo» e «Gta» sono oggi entrate a far parte della realtà collettiva. Appassionanti, belli da vedere, spesso anche violenti. Ma, come si sa, per eguagliare la realtà anche la violenza diventa purtroppo un ingrediente indispensabile. È come guardare un film al cinema, la violenza non è indispensabile, ma in certi contesti fa parte della ricetta. Ad esempio in un gioco come «Batman Arkham City», ultima avventura dell'uomo pipistrello su console, se il Cavaliere Oscuro non picchiasse i criminali la figura del protagonista perderebbe di credibilità. Oppure se nei giochi di guerra non si vedesse qualche schizzo di sangue, il risultato sarebbe solo una realtà a metà. Se a questa ricerca del «vero a tutti i costi» si accosta la componente multigiocatore online, che ha trasformato il modo di concepire il divertimento degli ultimi anni permettendo a persone di tutto il globo di competere o cooperare, il risultato che si ottiene è un prodotto d'intrattenimento forte, in grado di abbattere le barriere legate all'età e capace di coinvolgere la massa degli appassionati.

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