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Venezia, Leone d'Oro al "Faust" di Sokurov

Era il superfavorito. "Faust" del russo Aleksander Sokurov ha vinto il Leone d'Oro della 68esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola con Johannes Zeiler, Anton Adasinskiy, Isolda Dychauk e Hanna Schygulla,è secondo le dichiarazioni del regista "l'ultima parte di una tetralogia cinematografica sulla natura del potere". Il film è stato votato all'unanimità dalla giuria presieduta dal regista Darren Aronofsky e composta dal regista Eija-Liisa Ahtila, dal musicista-regista David Byrne, dal regista e sceneggiatore Todd Haynes, dal regista e sceneggiatore Mario Martone, dall'attrice Alba Rohrwacher e dal regista e sceneggiatore Andrè Techinè. Sokurov non pensava di vincere, non era arrivato a Venezia per questo. Il suo intento era far vedere il film. Il regista premiato all'unanimità con il Leone d'Oro per "Faust", sottolinea il suo obiettivo, nella conferenza stampa di fine premiazione. "Poi è accaduto un caso incredibile - dice -: siamo stati capiti. Non accade spesso e ringrazio la giuria". Sokurov ha anche ammesso di esser venuto a Venezia con "un sentimento confuso" perché "il sistema concorso" a volte pare "superato". "Bisogna inventare un sistema nuovo di Mostre del Cinema" ha aggiunto elogiando il Festival di Venezia che non fa "fiere della vanità ". Parlando del suo "Faust" girato in lingua tedesca, Sokurov ha definito i suoi attori "professionisti di grande livello". Gli attori tedeschi non hanno nulla da invidiare ai colleghi americani, ha continuato, purtroppo "sono sconosciuti...". "Faust" è l'ultima parte di una tetralogia cinematografica sulla natura del potere. I prersonaggi principali dei primi tre film erano tutti figure storiche: Hitler ("Molokh"), Lenin ("Telec") e l'imperatore Hirohito ("Solnzte").

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