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I multietnici di Giovannesi

Aconfronto con personaggi che prima di tutto sono persone. Che non recitano, ma vivono quello di cui soffrono o si limitano ad esprimere, come se, a riprenderli, non ci fosse una macchina da presa, ma fossero lì, soli o a tu per tu con altri, nel momento stesso in cui l'azione (la loro vita) li coinvolge. La cornice è Ostia, l'ambiente di base è una scuola frequentata da ragazzi e ragazze dai 16 ai 18 anni, nessuno italiano da generazioni. Il primo, Alin, è rumeno, è in Italia da quattro anni ed è sempre in conflitto con i suoi insegnanti e i compagni. Poi c'è Masha, originaria della Bielorussia ma adottata da una famiglia italiana, divisa fra il presente, che accetta a fatica, e i ricordi di quel che resta della sua famiglia d'origine. Il terzo, Nader, è nato in Italia, è figlio di egiziani, si esprime in romanesco, partecipa di malavoglia ai culti islamici ed è fidanzato con una ragazza italiana mal vista dai genitori, soprattutto dalla madre, perché estranea alle loro consuetudini familiari, una vera «straniera» insomma. Ci racconta i tre, Claudio Giovannesi, noto non solo per parecchi fortunati documentari ma anche per un film di finzione di un certo pregio, «La casa sulle nuvole». Il suo scopo, in definitiva, è l'analisi dal vivo sia dei vari tentativi di integrazione sia dei loro risultati. Senza però né polemiche né retoriche, unicamente per mostrarli. E per farli seguire da vicino. A scuola, in casa, in strada, i suoi protagonisti li oppone, ma senza mai contrapposizioni insistite, a quanti li circondano, familiari, insegnanti, coetanei, e ha l'aria di ascoltarli sempre con assoluta fedeltà, come se non volesse mai mettersi di mezzo. I caratteri si sviluppano di fronte a noi, come «in diretta», le situazioni si evolvono nelle cifre di una cronaca che riflette ad ogni svolta quel cinema del reale che non commenta mai né tira vere somme: attento solo a quello che ci espone evitando qualsiasi forma di drammaturgia. Un documentario, perciò, che intende essere solo un documento. Di una realtà espressa nel momento stesso in cui si verifica. Celando bene alle spalle la sua ricostruzione.

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