Da 42 anni sul palco del cabaret di via Giggi Zanazzo, cuore di Trastevere. Ogni stagione, 200 repliche, da ottobre a maggio; e ogni sera, tutte esaurite le poltroncine rosse, 200 posti sotto il palco di luci e lustrini. Fate i conti voi di quanti tifano per il tifoso romanista doc, il «cantattore» Lando Fiorini. Un mitragliatore di canzoni e gag. Rigorosamente in romanesco. Oggi Lando tocca quota cento repliche di «Ma 'ndo vai se il decoder non ce l'hai», lo show 2009-2010 che ha preso spunto dall'ansia più lancinante dell'italico popolo, lo schermo vuoto e muto per incapacità di switch off.... Lando ne ha per tutti: «Rutelli se n'è andato, e lì so' casini...», celia. E poi: «La Clerici s'è inquartata, a forza de magnà le tajatelle de nonna Rina». E ancora: «Peccato a Sanremo la mancanza de Morgan, c'aveva 'na canzone stupefacente». Dice Fiorini a Il Tempo: «Quanta pazienza hanno Delle Donne e Borrelli, i miei autori. Lo spettacolo cambia continuamente, adeguandosi ai fatti. Daje, mettemoce 'sta battuta. Li faccio diventare matti. Abbiamo anche infilato una scenetta su Bertolaso. Però il pubblico non è tanto contento. Agli spettatori er capo della Protezione Civile piace». Il mix è sempre quello, plasmato sull'attualità. Fiorini tiene in pugno i fans, è un camaleonte. Come quelli che sono passati sulla ribalta del Puff. «Montesano e Nino D'Angelo, Maurizio Mattioli, Leo Gullotta, Fioretta Mari - elenca - E Lino Banfi. Che ancora si schernisce: "Fiorini prese il primo stronzo..."». Se poi gli chiedi qual è il segreto del successo, lui, che divenne un nome al Sistina, con «Rugantino» e «Roma nun fa' la stupida stasera" di Trovajoli, evoca subito il suo maestro, Aldo Fabrizi. «Mi diceva: cerca d'essere naturale, la ggente nun la freghi. E io faccio così: mica recito, sto a fa' Pasquino». E però, ci tiene a ricordare, serve la squadra: «Il mio vivaio adesso ha tirato fuori un grande come Camillo Toscano. E poi due deliziose attrici, Loretta Rossi Stuart e Laura di Mauro». Dietro alla silhouette del pianoforte, Vincenzo Romano. Spunta a fine show, dopo l'ultima canzone di Lando. «Mi chiedono sempre de fa' er Barcarolo. E lui parte con la musica. Lo spartito non l'accartoccia mai».
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