Al primo posto c'è l'Aventino, all'ultimo posto (il 1001) ci sono «i vigili di piazza Venezia», che con le loro maestrie incantano il traffico capitolino, con l'uso delle mani e con il linguaggio del corpo. Se non è una classifica poco ci manca, in questo libro che rivela le 1001 meraviglie di Roma tutte da scoprire («1001 cose da vedere a Roma almeno una volta nella vita», di Sabrina Ramacci, edito da Newton e Compton, pp. 734). Con gli occhi di un turista o di un appassionato di antichità, pagina dopo pagina si va alla scoperta di luoghi conosciuti ai più, come i sette colli o i rioni - che condiscono le prime pagine - e curiosità senza le quali la «maestosità» della città non potrebbe essere compresa a fondo. A pagina 42 troviamo quindi il passaggio che porta il visitatore in cima alla «cupola di San Pietro», da dove poter osservare la città dall'alto. Oppure, poche pagine più avanti una puntatina al quartiere Coppedè, con le sue bizzarre architetture: giro turistico quindi, da piazza Quadrata a via Tagliamento. Basiliche, chiese e luoghi di culto a parte che, per il loro alto interesse, occupano gran parte del tomo, tra le curiosità va anche annoverata la sezione «Monumenti antichi», all'interno della quale è piazzata la «Bocca della Verità» (p. 281) con la sua antica leggenda: se non si dice la verità, la mano viene mozzata. Non manca a pagina 368 la storia della rivalità tra il Bernini e il Borromini, fortemente aizzata dallo spirito dei romani. Di certo non poteva mancare un tuffo in acquedotti, fontane, terme e fiumi, ponti, laghetti e porti: quest'ultima sezione è arricchita dalle vicende del porto di Ripa Grande e del Porto di Ripetta. «Del porto di Ripetta resta soltato - si legge nel volume - alla testa di Ponte Cavour, la fontana Clementina, e le colonne che la ornavano, sulle quali ancora si notano i segni dei livelli raggiunti dalla furia delle acque». A volo d'uccello su piazze e scalinate, giardini fastosi come quello del Quirinale (posto 596, pagina 459) o palazzi storici come Palazzo Wedekind, attuale sede de «Il Tempo». Non mancano certo strambe accademie (come quella «del superfluo», a 764esimo posto) e sedi contemporanee di musica dal vivo, come il Parco della Musica in viale De Coubertin 30 (774esimo posto). Casa di Pasolini e Cinema Trevi a parte, largo spazio è dato anche a gallerie e teatri. Dentro latterie, enoteche e trattorie storiche come l'ex Birreria Peroni per i palati più fini, all'interno di mercati di fiori e di roba usata un po' per scelta un po' per caso (non poteva mancare, al 904esimo posto, Porta Portese). Si va verso la fine di questo viaggio tutto storia e monumenti per arrivare ai «lavori in corso» del 959esimo posto e ai mercati Generali, poco più avanti.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.