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Il padre «A cavallo della luna»

Unatrama, quella di «A cavallo della luna», tessuta dalle mani sapienti di chi è in continuo contatto con il mistero della vita e si interroga sul vuoto e lo strazio dell'assenza fisica irreversibile. La doppia faccia del lutto si fa strada tra le righe attraverso la capacità del protagonista di riconoscere dentro di sé un legame profondo e indelebile con la figura del padre. A fare da scenario al racconto la Libia all'epoca della colonizzazione italiana: Pino ci arriva da migrante alla ricerca di un po' di fortuna e finisce con arruolarsi, appena ventenne, nella Milizia Volontaria. «Un originale documento storico, denso di particolari e colmo di emozioni - scrive Cristiano Magdi Allam nella prefazione - che ci consentono di capire le ragioni profonde di una disfatta umana prima ancora che tecnologica, in cui la demagogia dell'ideologismo fascisca s'illuse di poter occultare e addirittura prevalere sulla manifesta inadeguatezza bellica, segnando cinicamente e colpevomente la sorte di decine di migliaia di italiani mandati allo sbaraglio».

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