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«Giù le mani dal nostro Caravaggio»

Ildipinto del Merisi è il primo esposto a Capodimonte, nella sequenza di sale dedicate alla più corposa delle sei mostre. Un capolavoro che dà lustro a Napoli, uno dei tre Caravaggio conservati nella città che accolse l'artista omicida, in fuga da Roma. Ma Nicola Spinosa, consegnando il testimone alla nuova sovrintendente, Lorenza Mochi Onori, lancia un avvertimento. «Questa Flagellazione ho dovuto portarla via da San Domenico Maggiore perché per tre volte hanno cercato di rubarla. E non ci sono riusciti, l'hanno confusa con una copia, appesa di fronte. Ma scontiamo ancora i guai fatti da Garibaldi, con la mania di trasferire le opere d'arte agli uffici pubblici...Lo prestiamo a Roma e pare che potrebbe rimanere là». Dove? Al ministero dell'Interno, nella stanza di Maroni, dicono rumors dalla Capitale. Smorza il fuoco la placida Mochi Onori: «Il Caravaggio sarà a Roma poco più di un mese, ad aprile, inserito nella mostra delle Scuderie del Quirinale. Poi torna a Napoli. Non c'è nessun motivo di temerlo». Li. Lom.

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