Tiberiade Matteis Artisti diversi per formazione, vocazione ed età compongono il progetto culturale plurale del Teatro di Roma che intende costruire un rapporto solido e non occasionale con gli spettatori e con il territorio nell'idea di un teatro che svolga un valido servizio pubblico. Classici e drammaturgia contemporanea sono selezionati per l'Argentina, mentre all'India è riservata una vetrina di linguaggi scenici espressi da differenti generazioni. Dopo aver registrato incrementi importanti, a dispetto della negatività dei dati Siae 2008, con una crescita del 10% degli incassi e del 13% degli spettatori all'Argentina e un aumento del 22% degli incassi e del 18% degli spettatori all'India, si conferma una nuova fiducia nel ruolo necessario del teatro con cinque produzioni, tre riprese e tanta ospitalità. L'Argentina si inaugura il 7 ottobre con «Cyrano de Bergerac» con Massimo Popolizio, seguito dalle repliche dell'eduardiano «Filumena Marturano» con Luca De Filippo e Lina Sastri e dello shakespeariano «Molto rumore per nulla» con scene e regia di Gabriele Lavia. Giuseppe Pambieri è protagonista dal 30 dicembre di «To be or not to be» di Maria Letizia Compatangelo, mentre Antonio Latella dirige dal 19 gennaio «Le Nuvole» di Aristofane. Dal 5 febbraio arriva «Bartleby lo scrivano. Una storia di Wall Street» di Melville, con adattamento di Daniel Pennac e regia di François Duval, seguito dal 9 febbraio da Eros Pagni, diretto da Luca De Fusco nel goldoniano «L'impresario delle Smirne». Dal 23 al 28 febbraio torna anche «Pippi Calzelunghe» con supervisione di Proietti che lascia il posto dal 2 marzo a «Le signorine di Wilko» del regista lettone Alvis Hermanis. Moni Ovadia e Shel Shapiro personalizzano «Shylock: il mercante di Venezia in prova» dal 16 marzo, Gabriele Lavia è autore e regista dall'8 aprile di «Scrittura femminile azzurro pallido» e Armando Pugliese chiude dal 4 maggio con «L'oro di Napoli» da Giuseppe Marotta. All'India si sfidano il teatro di ricerca, le scritture del tempo presente, le riletture dei grandi, i progetti specifici come «Amleti», «Oggi verso domani», «Storia e Memoria». Fra le novità si possono tenere d'occhio: «La borto» di e con Saverio La Ruina, «Nel nome di Gesù» di Augias con Paolo Bonacelli e Aisha Cerami, «Le ultime sette parole di Caravaggio» di Ruggero Cappuccio, anche regista di Lello Arena e Claudio Di Palma, «La casa di Ramallah» di Antonio Tarantino con Giorgio Albertazzi e Daniela Giovanetti. A Pirandello attinge poi, dal 6 ottobre in prima nazionale, «Festa di famiglia» con drammaturgia, interpretazione e regia collettiva di Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres. Il genio di Massimo Castri si misura, infine, con il beckettiano «Finale di partita» dall'8 giugno.
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