Ma Tim Burton è anche informale e riluttante verso qualsiasi cerimoniale. Ignorando il suo spirito selvaggio e definendolo assoluto «genio del cinema», il direttore Marco Muller lo ha scelto per consegnargli, il prossimo 5 settembre, il Leone d'oro alla carriera nella 64esima Mostra del Cinema di Venezia. Per Burton le immagini viste da bambini, in particolare gli horror di Mario Bava come i cartoon di Disney, sono quelle che scatenano di più la fantasia. Il regista californiano ha già presentato a Venezia i suoi due cult d'animazione, "The Nightmare Before Christmas" e "Corpse Bride". Ora, sempre sospeso tra successi artistici e vertiginosi incassi al botteghino ("Batman", "Edward Mani di Forbice" e "Il mistero di Sleepy Hallow"), Burton lavora al suo nuovo film. Si tratta dell'adattamento cinematografico del pluripremiato musical-thriller "Sweeney Todd" di Stephen Sondheim: macabra storia di un barbiere diventato serial killer per un errore giudiziario e che, magari, Muller riuscirà a portare a Venezia. E pure stavolta Burton dirigerà il suo immancabile attore feticcio, l'ambiguo e seduttivo Johnny Depp. d.disa@iltempo.it
Alla Mostra di Venezia
Leone d'oro a Burton regista pop ispirato dagli horror di Bava