Già, perché nel nome delle celebrazioni culturali per il bicentenario di Giuseppe Garibaldi, la faccia dell'Eroe dei Due Mondi invaderà il paese. Va bene che Romano Prodi è un appassionato delle due ruote, ma "piegare" anche un tradizionale appuntamento sportivo alle "particolari esigenze" dei politici al governo è davvero troppo: e la rosea "Gazzetta dello Sport" si presta a "fiancheggiare" un'iniziativa (a Palazzo Chigi dicono che è cara a Silvio Sircana) che rischia di spaccare il popolo dei tifosi. Dal 12 maggio al 3 giugno, in prossimità delle elezioni amministrative, per la gioia del sottosegretario ai beni ed alle attività culturali Andrea Marcucci, i ciclisti saranno accompagnati da una mostra itinerante dedicata proprio a Garibaldi. Il rischio è quello di rievocare il clima delle elezioni politiche indette dopo la seconda guerra mondiale, con il volto di Garibaldi scelto come "emblema" dalla sinistra. Per la partenza del Giro è stata scelta Caprera: tappa dopo tappa, i corridori arriveranno a Milano. L'Eroe dei Due Mondi accompagnerà il "circo" delle due ruote: risalendo l'Italia, prima del traguardo milanese, è prevista una sosta a Fiorano, a casa Ferrari (le auto da corsa che sono note in tutto il mondo grazie all'abbinamento con il colore rosso). In più, nella penultima giornata, ecco una "cronometro" di quarantadue chilometri, da Bardolino a Verona. Una scelta che non appare certo casuale, visto che nella città scaligera si giocherà la più dura competizione tra le forze di destra e di sinistra: la Casa delle Libertà punta a levare la poltrona all'ulivista Paolo Zanotto, e tornare al comando del municipio. Immaginate cosa potrà succedere, in piena campagna elettorale, con le strade del comune invase dalla faccia di Garibaldi? E non mancherà nemmeno un francobollo, tutto per lui. Dalla Sardegna di Renato Soru, con la partenza in quel di Caprera (sì, proprio dove era stata denunciata la grave incuria dei luoghi garibaldini, infestati da parassiti di ogni genere) ecco il rilancio di un personaggio legato all'unità d'Italia: una scelta curiosa, visto che Garibaldi accompagnava sempre le lunghe discussioni di Bettino Craxi, nelle riunioni del Partito Socialista Italiano nella sede di via del Corso. Forse si tratta di un nuovo "avvicinamento" - dopo quello compiuto da Romano Prodi, autore dell'incredibile proposta di intitolare una strada di Sigonella a Craxi - nei confronti dei socialisti, ricordando che l'arrivo si svolgerà nel capoluogo lombardo che cullò Bettino? Il "caso Garibaldi" merita di essere sottolineato, è gravissimo sovrapporre le celebrazioni culturali (a spese dei contribuenti) con gli appuntamenti elettorali. Certo, al Nord i leghisti non la prenderanno bene: loro Garibaldi non lo hanno mai amato, visto che è il simbolo dell'unità d'Italia.
Al giro d'Italia
Unione in tour a spese dell'eroe