Non risparmiano aggettivi - e tutti negativi - gli illustri parlamentari che così bollano l'ultima fatica cinematografica dei fratelli Vanzina, invitando la Rai a non promuovere il film nei notiziari e in momenti di massimo ascolto. Sotto accusa, la «pseudo recensione» di «Olè», il cinepanettone interpretato dalla coppia Salemme-Boldi, trasmessa dai Tg Rai. Secondo Riccardo Villari della Margherita, Loredana De Petris dei Verdi, Giuseppe Di Lello di Rifondazione Comunista e Franco Ceccuzzi dei Ds, si tratterebbe di «un film denigratorio, offensivo nei confronti della categoria degli insegnanti e degli studenti stessi e comunque non formativo», ma che «trova addirittura spazio nei Tg Rai che hanno un tempo limitato ma essenziale per informare gli italiani, e per di più in una fascia oraria che vale oro per gli ascolti». Per carità, sottolineano i quattro firmatari della nota, nulla da eccepire sulla libertà di espressione di telecritici e telegiornalisti, ma un pizzico di discernimento, o meglio una sorta di codice di autoregolamentazione nella scelta dei titoli da promuovere, non guasterebbe. Roba da far trasalire Carlo Vanzina e Vincenzo Salemme, rispettivamente regista e interprete, che stupiti si chiedono se non si tratti di uno scherzo, se i quattro paladini del cinema educativo abbiano visto il film incriminato, o se sia sfuggito loro che analoghi e forse più frequenti «passaggi» televisivi sono riservati a «Commediasexy», altro cinepanettone prodotto dalla Rai. Non abbiamo visto il film incriminato, e pertanto ignoriamo se si tratti davvero di una pellicola denigratoria e offensiva nei confronti di insegnanti e alunni. Aspetteremo che a decidere siano gli spettatori. Ma un risultato «Olè» l'ha ottenuto. Forse per la prima volta l'Unione è compatta.
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Unione unita contro i cinepanettoni
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