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«Mon Colonel»

Costa-Gavras «La storia si ripete»

La pellicola, in concorso ieri alla Festa del Cinema, narra la storia del giovane tenente Guy che, durante la guerra di liberazione in Algeria, viene plagiato dal colonnello Dublan e indotto a commettere atti di tortura. Il ritrovamento del diario di Guy porta a galla crimini di guerra del passato commessi con il silenzio consensuale delle autorità civili. Per Costa Gravas, il film si rivela una riflessione «sul terrorismo e sul popolo francese che per anni ha creduto che l'Algeria appartenesse alla Francia: era necessario ricordarlo perchè la storia non si ripeta. Il film di Pontecorvo è stato a lungo vietato nel nostro paese: è un'opera che lo vede nella scia del Neorealismo e fra i padri del cinema mondiale». Nonostante la sofferta genesi del film franco-algerino, i temi di Costa-Gavras emergono: forti i paralleli con l'attualità, poi esasperata dallo scandalo di un generale francese, che nel 1957 ricorse alla tortura in Algeria, dove si svolge la storia: anche se le dinamiche sono uguali ovunque, in Iraq o in Cecenia.

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