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I giorni del cinema

«Con Venezia è una falsa guerra»

«Certo, lo aspettiamo qui con piacere», replica Veltroni. «Con Croff abbiamo un rapporto splendido, quella tra Roma e Venezia è solo una falsa guerra mediatica. Noi siamo innamorati della rassegna al Lido, che sta andando a gonfie vele. E a Roma si vivranno giorni memorabili. Questo presunto contrasto è solo una tradizione italiana: la paura del nuovo». E intanto ieri Veltroni ha incontrato in Campidoglio il regista americano Spike Lee, in visita insieme alla moglie e ai due figli. Lee, vestito chiaro e aria rilassata, si è intrattenuto circa tre quarti d'ora nell'ufficio del sindaco, con il quale ha pranzato insieme alla famiglia, tra cui spiccava il figlio più piccolo che indossava orgogliosamente la maglia azzurra di Cannavaro. I quattro, poi, sono stati accompagnati a visitare il Marco Aurelio all'interno dei Musei Capitolini. «Avevamo desiderio di conoscerci - ha spiegato Veltroni - quindi ci siamo incontrati e abbiamo fatto una chiacchierata su tutto, parlando di cinema, di politica, di città...» Nessun riferimento diretto all'imminente Festa del Cinema di Roma, dopo le polemiche che la vedono contrapposta al Festival di Venezia: «Abbiamo parlato della nostra Festa - ha spiegato Veltroni - ma non a proposito di cose che riguardino direttamente Spike Lee. Lui è arrivato da Venezia, dove è stato proiettato il suo film che credo sia splendido e che ha avuto un grande successo». Lee al Festival del Cinema di Venezia ha presentato «Quando si rompono gli argini, un requiem in quattro atti» nella sezione «Orizzonti». È un docu-film di quattro ore sulla tragiche inondazioni che lo scorso anno hanno colpito la città di New Orleans e le aree confinanti. Una pellicola che è stata particolarmente apprezzata dal pubblico, che ha voluto tributare a Lee, in sala alla proiezione, un lungo applauso.

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