Star Wars però l'ha battuto. L'incasso record di 224 milioni di dollari ottenuti globalmente dal «Codice Da Vinci» nel fine settimana di esordio è infatti il secondo di tutti i tempi nella storia del cinema. La pellicola tratta dal controverso romanzo di Dan Brown non è infatti riuscita a spodestare l'episodio finale di Star Wars, «La vendetta del Sith» che rimane in testa con i suoi 254 milioni di dollari. E intanto anche la moda sfrutta il successo del Codice da Vinci e una nota «griffe» milanese lancia una borsetta raffigurante il più misterioso e discusso dipinto di Leonardo da Vinci: l«'Ultima cena». Si tratta di una borsa di vitello nappato bianco a forma di cubo, griffata Gilli, che raffigura appunto il famosissimo cenacolo vinciano esposto a Santa Maria delle Grazie proprio a Milano. 85 applicazioni interamente realizzate a mano con cuciture a binario, tono su tono, creano un effetto prospettico dell'opera leonardesca. Gilli aveva già dedicato altre borse a cubo a opere artistiche come l'Urlo di Munch, i Girasoli di Vincent Van Gogh e il Figlio dell'uomo di Magritte.
DA VINCI-MANIA
Il «Codice» diventa anche una borsetta