A rompere per primo il ghiaccio è stato Nanni Moretti, che già l'altra sera in un incontro a L'Aquila, quasi sentisse la vittoria in tasca dei David, che ieri hanno premiato il suo film, «Il caimano», con ben 6 statuette, ha detto: «Non ho certo la palla di vetro. A Cannes torno volentieri perché è una bella kermesse e perché c'è una giuria che non si lascia influenzare nelle scelte dai giornalisti. Mi fa piacere concorrere con Sorrentino, ma mi dispiace che nella scena iniziale de "Il Caimano" lo faccio infilzare con una lancia dalla Buy, mentre vengono celebrate le loro nozze con rito maoista. Spero che dopo l'atmosfera incandescente della campagna elettorale il film sia visto ora per quello che è. Di Berlusconi sono stati messi in evidenza l'aspetto folkloristico e cabarettistico. Io, invece, ho voluto raccontare quello che è successo in questi anni. In particolare, l'atteggiamento di Berlusconi degli ultimi 10 giorni è irresponsabile, in quanto fa sentire il suo elettorato non sconfitto, ma derubato. Quello che mi sorprende è il silenzio degli altri leader del centrodestra». Divertita la battuta del protagonista del «Caimano», Silvio Orlando, premiato come miglior attore: «Erano quattordici anni che aspettavo il David, la prima volta me l'ha scippato proprio Nanni Moretti». «Sì è vero - risponde Moretti dopo la vittoria - è stato con "Il portaborse" nel '91 e il premio lo meritava più lui». E a proposito della vittoria: «La giuria dei David è fatta da gente di cinema e credo che abbia apprezzato la qualità del mio film e non il tema politico che invece ha fatto tanto parlare i giornali». E sulla sua trasferta a Cannes: «I francesi sono ormai da vent'anni molto generosi con me e, come diceva mio padre, finché dura...». Se Moretti è già proiettato verso Cannes, Placido sta facendo le valige per la Tunisia per raggiungere Mario Monicelli che è già lì a girare il suo nuovo film ispirato al romanzo di Mario Tobino «Le rose nel deserto», ambientato in Libia dove, oltre a fare da luogotenente al regista ormai ultranovantenne, Placido avrà anche una parte da attore. «Riguardo alla mia candidatura con Veltroni, per il Consiglio comunale di Roma alle prossime elezioni - ha detto Placido - non vedo perché si facciano tante polemiche. Si candidano i macellai e i commercianti, perché non possono farlo gli attori? Certo, non farò l'assessore o il vice sindaco, ma curerò un comitato che si occuperà di cinema». Sono rimasti invece a bocca asciutta Silvio Muccino e Carlo Verdone con «Il mio migliore nemico». «Siamo stati io e Brizzi, con "Notte prima degli esami" - ha detto Verdone che ieri sera si è allontanato amareggiato - a fare la differenza del cinema italiano al botteghino. Bisognerebbe smetterla col prendere poco in considerazione le commedie: a Cannes sono in lizza bravi registi, ma tutti con film drammatici e le commedie restano in panchina, ma alla fine i gol li fanno proprio quelli che stanno in panchina. E prima o poi aprirò a riguardo una polemica forte e determinata». Kim Rossi Stuart, pronto per andare a Cannes con la sua opera prima, «Anche libero va bene»: «Per realizzare questo film da regista ho dato un pezzo della mia vita. Sono contento della vittoria di Favino, è come se questo David lo avessimo vinto un po' tutti insieme».
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