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Non sono più quello della notte

Torna Speciale per me. Dopo il no di Del Noce, Arbore la spunta con Raidue

«Partire» è il verbo che lo eccita di più e l'approdo è sempre lo stesso: l'America. «Sì, lo ammetto, il mio amore per gli Stati Uniti è sconfinato - conferma - ma qualche volta mi assale la malinconia - Torno da New Orleans, una città che ha influenzato molto la mia vita di artista, di cui sono addirittura cittadino onorario, e stavolta lo sconforto è stato fortissimo. Non so se vedremo più la New Orleans che conosciamo. Niente sarà più come prima, comunque ci vorranno anni. Ho visto tanta sofferenza e poca speranza». Nonostante tutto, Arbore continua a trascorrere negli Stati Uniti molte settimane l'anno. Il mese prossimo sarà a New York, come presidente-testimonial di Umbria Jazz, marchio italiano noto in tutto il mondo. Proprio New York è al centro del nuovo disco di Arbore, «At Carnagie Hall, New York», registrato dal vivo nel tempio della musica nell'ottobre del 2004. Un doppio cd in commercio da oggi che affianca il dvd «Piazza del Popolo, Roma», registrato a conclusione della fortunata serie tv «Speciale per me», in onda lo scorso anno su Raiuno. Allora Arbore, l'intenzione sarebbe quella di chiederle quando ritornerà in tv, ma si rischierebbe la provocazione. Però c'è una novità che riguarda proprio il piccolo schermo. «Sì, da aprile, su Raidue, inizieranno le repliche di "Speciale per me", la mia ultima trasmissione, alla quale tengo molto. Un programma in cui ho cercato di esporre la mia idea su tv di qualità e tv d'autore. Credo di esserci riuscito. Anche se poi la tv dei grandi numeri, quella di cui parlano i giornali, rimane un'altra. Fortunatamente le repliche di Raidue andranno in onda di sera ma non a notte fonda». Un doppio disco dal vivo registrato alla mitica Carnagie Hall può essere consideratol coronamento di una carriera? «Sì. Una consacrazione. Speriamo non definitiva. Sono pochissimi gli artisti italiani che hanno calcato quel palco: Carosone, Modugno, Claudio Villa. Quando io sono nato ci debuttava Benny Goodman, il primo artista extra-classico a sdoganare la Carnagie. E l'ultimo concerto che ho visto lì è stato quello di Sinatra». Però un album dal vivo potrebbe esser interpretato anche come mancanza di idee. Ci sono cantautori che ne hanno fatti fin troppi. «Per me è un fatto di ispirazione e di emozione, sentire che ti stai giocando tutto in quel momento, uno stato di grazia, trasmettere la cosa che mi riesce meglio: l'espressione. Una questione elettrica. Lo so, c'è chi registra tutto, per la serie non si butta nulla, solo per soldi. È un'altra cosa». Il suo lancio americano è passato attraverso un paio di pubblicazioni, una ancora inedita, e soprattutto un vertiginoso cambio di etichette. Perché? «All'inizio ero con la Elektra, storica etichetta Usa, ma ad un certo punto il presidente si è ammalato, ha avuto qualche disavventura e mi sono sentito un po' trascurato. In seguito sono stato Bmg, ora sono Warner. Inoltre non ero d'accordo con i discografici che volevano impormi la versione inglese di immortali canzoni napoletane». Ma i «crooners», cioè i suoi miti, a cominciare da Dean Martin, lo fanno da sempre. «Anch'io, quando faccio il crooner, ma è diverso. "Anema e 'core" si può cantare in inglese, "Luna rossa" no, almeno come la faccio io con l'Orchestra Italiana. Anche lo spagnolo non va bene. Funziona per il lancio americano di artisti come Eros Ramazzotti e Laura Pausini, che in America sono considerati latini e si rivolgono ai teenagers. Il mio è un pubblico molto più trasversale». Veniamo al dvd «Piazza del Popolo, Roma». «Una serata indimenticabile. A Roma ho tenuto concerti al Sistina, ripetutamente, ma l'esperienza di avere 150 mila persone per più di tre ore non mi era mai capitata. C'è dentro tutto il concerto, il clima, la mia emozione, l'omaggio a Roma grazie ad ospiti come Greg e Max Paiella». Questo significa che anche un collezionista romantico come Arbore crede ai nuovi supporti? «Mi sono dovuto ricredere. All'inizio i dvd musicali non andavano bene. Ora sì, più dei cd. Anche negli Stati Uniti il reparto er

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