I fatti risalirebbero all'inverno scorso quando Grazer e il regista - il pluripremiato figliolo prediletto di Hollywood, Ron Howard - erano a Parigi per fare dei provini e completare il cast del filmone tratto dal vendutissimo romanzo di Dan Brown. Chi chiama, racconta Grazer, se non addirittura l'ufficio dell'Eliseo? E li invita a passare dal capo dello Stato «per fare un saluto». «Pensavamo che sarebbe stata una visita di cinque minuti, come quando ti chiamano nell'ufficio ovale, una foto e una stretta di mano», dice Grazer. Ma no, la visita durerà quasi un'ora. Il presidente Chirac offre il suo aiuto diretto per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie a filmare le prime scene, che si svolgono all'interno del Louvre. Molto gentile; ma «ha fatto anche qualche altro suggerimento, proponendoci la migliore amica della figlia, un'attrice di un certo successo in Francia», per il ruolo della protagonista Sophie Neveu. «E poi il presidente si è chiesto ad alta voce, serio solo a metà, se l'attore Jean Reno che interpreta il detective francese Bezu Fache avrebbe potuto essere pagato meglio», prosegue Newsweek. «È stato esilarante», commenta Ron Howard, citato anche lui dalla rivista. «Ma per fortuna il contratto era già chiuso». "Il codice Da Vinci" uscirà sullo schermo in maggio.
IL CASO
Chirac raccomandò l'amica della figlia per il Codice da Vinci