«Una scelta rivoluzionaria ma appagante, conseguenza del mio felice matrimonio avvenuto un anno fa», commenta l'interessata che, dopo aver interpretato accanto ad Ezio Greggio nella fiction «O la va o la spacca» per Canale 5, il divertente ruolo di una dark lady, è considerata in arrivo a Raiuno, rete per la quale dovrebbe essere la protagonista di una miniserie a sfondo giallo. Con un percorso artistico alle spalle lungo quasi venti anni, suddiviso tra cinema, teatro e Tv, oggi la Kanakis esprime un giudizio completo ma severo sulle tre forme spettacolari, spiegandone le motivazioni. Ci risulta che lei abbia rinunciato a proposte importanti di lunga serialità rivelatesi vincenti. Ha mai avuto qualche rimpianto? «Sono consapevole dell'importanza che riveste adesso la lunga serialità televisiva. Ma io considero il matrimonio un rapporto importante che ha bisogno di essere coltivato da ambedue i partner. Già prima però dell'incontro con il mio futuro consorte desideravo riappropriarmi della mia vita di donna, mortificata dal lungo lavoro. Dopo, la scelta è divenuta più consapevole ed ho deciso di accettare fiction che si esaurissero in sole due puntate con tempi cioè di lavorazione brevi che non mi lasciassero troppo fuori casa». Si ritiene gratificata dalla fiction dopo aver lavorato al cinema con personaggi del calibro di Alberto Sordi ed essere stata diretta da Luigi Magni? «La fiction in Tv ha il grande merito di aver tutelato la qualità aiutando gli italiani a riscoprire le proprie radici. È un prodotto che merita attenzione, in un momento nel quale il grande schermo, che rimane uno dei miei obbiettivi professionali, attraversa un periodo di notevole disagio. Un esempio significativo è fornito dall'ultimo film di Lucrezia Lante Della Rovere che, dopo aver vinto prestigiosi riconoscimenti, non riesce ad approdare nelle sale per la mancanza di un'adeguata distribuzione. Non è possibile che, al di là di pochi personaggi in grado di produrre da soli le pellicole di cui sono interpreti come Roberto Benigni e Sergio Castellitto, tanti attori, anche giovani, non trovino il modo di essere valorizzati, spesso per mancanza di fondi». Come giudica la moda dei reality show che sformano generazioni di ragazzi alla ricerca di visibilità televisiva? «Una vera e propria fabbrica di illusioni. Per resistere sul palcoscenico, come attori o come conduttori, c'è bisogno, oltre che di talento, di studio e di impegno continuo, altrimenti si soccombe anche a breve scadenza. Io da quando sono stata eletta Miss Italia non ho smesso un attimo di migliorarmi. E lo faccio ancora oggi». Però frequenta molto poco il piccolo schermo. «Non amo il gossip tanto di moda. Mi sono ritagliata alcuni spazi televisivi, tra cui "Porta a porta", nei quali intervengo per propormi al pubblico in maniera seria e dignitosa. Come telespettatrice, infatti, amo i dibattiti politici e di approfondimento, seguo le fiction ma evito la prima serata ed i reality show». Tornerà a teatro? «Attualmente il teatro è un lusso che richiede almeno un anno di lontananza dalla Tv. Non tutti, me compresa, se lo possono permettere». Ha un sogno nel cassetto? «Diventare scrittrice. Sto seriamente valutando l'ipotesi di raccontare tutta quella parte della mia vita trascorsa nel mondo dello spettacolo di cui voglio fornire un affresco inedito e curioso, basato sulla mia esperienza personale».
«La Tv non è tutto»
Anna Kanakis mette la vita familiare davanti al lavoro. In futuro apparirà su Raiuno