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IL CINEMA è morto.

E non si prevedono risurrezioni. Anzi, ci si chiede perché non si sia staccata la spina un ventennio fa. Queste le parole del grande regista Pasquale Squitieri che, nei giorni scorsi, ha lanciato una provocazione e un grido d'allarme. Non c'è più arte nella celluloide perché la finzione cinematografica fa tutto solo per guadagnare soldi. Esclusi pochi geni isolati, dal maestro delle origini Dziga Vertov alle visioni oniriche di Fellini, tutta la storia del cinema è un susseguirsi di crisi e brutture. La polemica non è rimasta senza seguito: risponde oggi a Squitieri il premio Oscar Dante Ferretti.

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