Parola di Antonio Ricci che, commentando il ritorno di Bonolis a Mediaset aggiunge: «Per la verità non ho mai capito perché se ne sia andato». Caustica la riflessione di Enzo Iacchetti che qualche giorno fa aveva fatto notare come tutti in Mediaset si interessassero a Bonolis e nessuno badasse al suo contratto scaduto: «Mi fa piacere per Bonolis che adesso sarà più ricco, mi dispiace per Mediaset che sarà più povera e certo continuerà a produrre i soliti programmi». Ironizza bonariamente anche Maurizio Costanzo nel sottolineare di nutrire qualche piccola invidia per la maestria con cui alcuni professionisti esercitano il nomadismo televisivo. Costanzo puntualizza anche di aver aiutato Bonolis a portare in video «Ciao Darwin» quando era direttore di Canale 5. «C'è posto per tutti a Mediaset - dice Enrico Mentana - il problema è della Rai che ha perso un campione degli ascolti, non di Mediaset che vede tornare a casa un suo storico personaggio». Tra il serio e il faceto, dopo il «sincero bentornato a Bonolis» arriva l'auspicio di Gerry Scotti: che ora a Mediaset aumentino anche i contratti degli altri conduttori. «Da oggi mi sentirò più sola», dice invece Antonella Clerici, partner di Paolo Bonolis al Festival di Sanremo. «Paolo è un amico - aggiunge - ho lavorato benissimo con lui a Sanremo. Ognuno deve scegliere la propria strada e se ha scelto la strada di Mediaset ed è contento, sono contenta per lui. Le scelte, a volte, sono dettate da tante ragioni». Felice Lioy responsabile dell'UPA Utenti Pubblicità Associati, ci tiene a far notare che gli inserzionisti non sono preoccupati. Anzi dice: «La Rai saprà riprendersi e per fortuna la stagione più importante dal punto di vista pubblicitario è oramai finita». Per Esterino Montino, componente Ds in Commissione di Vigilanza Rai, il trasferimento di Bonolis fa parte del piano di impoverimento dell'azienda preparato da Cattaneo a tutto vantaggio di una maggiore raccolta pubblicitaria da parte di Mediaset. «Bene ha fatto la Rai a non competere con le pretese miliardarie che stavano trasformando l'acquisto di Bonolis in un'asta folle a troppi zeri», il commento del senatore Bonatesta, componente An della Commissione di Vigilanza Rai. Mar. Cat.
«Ora aumentino
i nostri stipendi»