È perentorio il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, il giorno dopo la proclamazione dello sciopero dei giornalisti della Tv pubblica. Il 4 giugno si asterranno dal lavoro «per protestare contro la scelta della Rai di lasciare alla Tv a pagamento l'intera offerta dei Mondiali di calcio 2006». Ma Cattaneo non ci sta a sentirsi accusato: «Noi abbiamo le migliori partite, quelle dell'Italia e abbiamo la possibilità di coprire le partite di eventuali squadre sorpresa. Io ho il dovere di tutelare l'azienda e di pensare alle famiglie di coloro che ci lavorano». «Rammento - aggiunge il dg - che i diritti globali per i Mondiali costavano 8 milioni di euro nel 1998 e costano 190 milioni di euro per il 2006. Io devo pensare anche al conto economico. La polemica mi sembra eccessiva considerato che in Inghilterra, per esempio, la Bbc trasmette solo la partita inaugurale e quella finale e intanto licenzia 4000 persone perchè i conti non tornano e in Francia i diritti sono spartiti tra tv pubbliche e private e che in Spagna non si è ancora chiarito come saranno trasmessi i Mondiali. Lo sciopero? È un diritto ma penso che i problemi siano altri». In merito all'acquisizione dei diritti in chiaro del calcio professionistico (il contratto triennale scade a fine stagione) Cattaneo ha detto: «C'è la volontà della Rai di chiudere, ma la Rai non può essere considerata una mucca da mungere. Anche nel caso del calcio devo pensare, ho il dovere di farlo, al conto economico dell'operazione e alla tutela dei lavoratori di questa azienda». Non la pensa così il consigliere d'amministrazione di Rai Trade Paolo Francia: «Sono state dette molte inesattezze, anche da parte del direttore generale. Non è affatto vero che rinunciando alle 39 partite ci siamo garantiti tutte le migliori. Noi ci siamo garantiti una partita al giorno per ognuna delle 25 giornate di gara nella prima fase ci sono 3 o 4 partite al giorno, gli ottavi sono divisi in 4 giornate da due partite ciascuno, i quarti in due giornate da due partite. Dovremo scegliere, e nel giorno in cui capiterà ad esempio Italia-Ecuador e Brasile-Argentina perderemo Brasile-Argentina». Cattaneo, invece, assicura, che Brasile-Argentina si vedrà. E Francia rilancia: gli accordi siglati nel 2001 per i Mondiali 2006, prevedevano «tutti i diritti televisivi, compresi quelli pay e quelli d'archivio e gli highlights. Ci garantivano un diritto di sublicenza cioè potevamo cedere il diritto di seconda trasmissione di un pacchetto di partite. All'atto pratico, la sublicenza di 39 partite "pay" consentiva alla Rai di incassare totalmente fino a 26 milioni di euro e l'eccedenza di dividerla al 50% con Kirch Media», gruppo quest'ultimo con cui era stato condotto il lungo negoziato per l'acquisizione dei diritti Tv. Viale Mazzini avrebbe esercitato l'opzione fino al 16 ottobre 2004. «Poi - precisa Francia - è stata lasciata cadere senza chiederne nemmeno un prolungamento alla Fifa quantomeno fino al 30 giugno 2005». Il fatto che Sky inoltre, possa trasmettere le 25 gare acquistate dalla Rai in simulcast, ossia in contemporanea, secondo Francia, «danneggia l'azienda di stato togliendo ad esempio spettatori e risorse pubblicitarie».
«Il meglio dei Mondiali non è di Sky»
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