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la sfida di bergoglio

In Vaticano arriva mister Bankitalia

Carmelo Barbagallo va all'Aif. Papa Bergoglio si affida all'ex di Palazzo Koch

In Vaticano arriva mister Bankitalia

Carmelo Barbagallo

Dopo 40 anni di carriera in Banca d’Italia, come ispettore, capo della vigilanza e supervisore bancario europeo, Carmelo Barbagallo è il nuovo presidente dell’autorità di informazione finanziaria del Vaticano, al centro di indagini in Vaticano per nuovi scandali finanziari. Papa Francesco lo ha scelto per sostituire René Brüelhart, che ha lasciato il 18 novembre scorso. Al momento delle dimissioni del finanziere svizzero, la Santa Sede aveva precisato che era stata già selezionata una «figura di alto profilo professionale e accreditata competenza a livello internazionale», in modo da assicurare la continuità dell’azione istituzionale dell’AIF in questo momento di particolare impegni a livello interno ed internazionale. Barbagallo confessa di sentire tutto il peso morale e professionale. «Sono certo che l’AIF saprà dare il proprio apporto, nella veste di autorità di controllo, affinché continuino ad essere affermati, e siano riconosciuti, i valori fondamentali della correttezza e della trasparenza di tutti movimenti finanziari in cui è impegnata la Santa Sede», spiega. Il portavoce del Papa, Matteo Bruni, la scorsa settimana ha spiegato che il cambio è stato reso necessario da precedenti impegni istituzionali di Brüelhart e per la «definizione di alcune procedure interne alla Santa Sede».

Ma il momento è davvero delicato per l’istituto. A ottobre, due denunce dello Ior e del Revisore Generale dello Stato città del Vaticano, risalenti alla scorsa estate, hanno fatto scattare le perquisizioni nella prima sezione della Segreteria di Stato e nell’Aif. L’operazione, autorizzata dal Pg vaticano, Gian Piero Milano, e dell’Aggiunto Alessandro Diddi, riguardava movimenti sospetti, compiuti nel tempo, legati a compravendite immobiliari all’estero, in particolare a Londra. Un’operazione immobiliare, ha rivelato poi il Financial Times, da centinaia di milioni di euro in uno dei quartieri più esclusivi della capitale inglese, Chelsea, con i fondi che dovevano essere destinati all’Obolo di San Pietro. I reati ipotizzati sono gravissimi, si va dalla corruzione alla truffa, passando per il peculato, il riciclaggio e l’autoriciclaggio. Per questa vicenda, cinque dirigenti (tra i quali il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza) erano stati sospesi dall’incarico.

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