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Pirozzi: "Neanche un euro ad Amatrice". E la Procura apre un'inchiesta

Dario Martini
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"Degli sms solidali per il terremoto non si è visto neanche un euro" (33 milioni, ndr). L'accusa di Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, lanciata ieri dal palco di Atreju, la festa di Fratelli d'Italia, è pesante. Tanto da indurre la Procura di Rieti che ha annunciato l'apertura di un'inchiesta. Il procuratore capo, Giuseppe Saieva, ha spiegato che domani sarà aperto "un fascicolo a modello 45 (atti che non costituiscono una notizia reato, ndr) e sentiremo anche cosa ha da dire in più il sindaco. Al momento non c'è alcuna ipotesi, si tratta solo di verificare il percorso fatto dalle donazioni. Sappiamo che quei fondi sono nella disponibilità della Protezione Civile, quindi l'indagine avrà vita breve". Anche la Protezione civile, tirata in causa, ha detto la sua: "Nessun euro donato dagli italiani è sparito. I fondi raccolti, come stabilito nel Protocollo d'intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento, sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma". Le donazioni sono "nella contabilità del Commissario straordinario". Resta il fatto che, come denunciato da Pirozzi, quei soldi ad Amatrice non si sono ancora visti. "Abbiamo capito che qualcosa non funziona - ha detto - Non viene rispettata la volontà popolare e così nessuno crederà in nulla".

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