Papa Francesco ha scelto il rinnovato ostello della Caritas «don Di Liegro» di via Marsala e l’attigua mensa intitolata a S. Giovanni Paolo II per compiere il primo di quegli atti che vuole ripetere un venerdì di ogni mese nel corso di questo Anno Santo straordinario della Misericordia. In mezzo ai poveri che ogni giorno trovano un rifugio nella struttura il Papa ha aperto la Porta Santa della carità e ha fatto un richiamo esplicito ai fedeli della sua diocesi: «L'amore di Gesù è grande - ha detto durante l’omelia pronunciata a braccio - per questo nell'aprire questa Porta Santa vorrei che si aprisse il cuore di tutti i romani, e così possano vedere qual è la strada della salvezza: non quella del lusso, delle grandi ricchezze, del potere. No, la strada dell'umiltà». Nella mensa per i poveri della Stazione Termini trasformata in chiesa il Pontefice ha chiesto che «Il Signore apra la porta del cuore a tutti. Tutti ne abbiamo bisogno, tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno di sentire la Parola, che venga e ci faccia capire che la strada della sufficienza, delle ricchezze, della vanità e dell'orgoglio non sono strade di salvezza. Oggi - ha aggiunto - noi preghiamo per Roma, per tutti gli abitanti di Roma, per tutti cominciando da me, perché il Signore ci dia la grazia di sentirci scartati». «Ci faccia sentire - ha pregato ancora Francesco - la sua carezza di Padre e capire che quando noi ci avviciniamo a quelli che soffrono, quelli scartati, lì è Gesù. Questa porta che è la porta della carità, la porta dove sono assititi tanti scartati ci faccia capire che sarebbe bello che ognuno di noi, ognuno dei romani si sentisse scartato e sentisse il bisogno dell'aiuto di Dio. A ogni abitante di Roma per andare avanti in quell'abbraccio che rende salvo il figlio ferito, perché è ferito anche il Padre, ferito di amore, e per questo è capace di salvarci tutti. I più poveri, gli ammalati, i carcerati, i più peccatori, se si pentono, ci precederanno nel Cielo: loro hanno la chiave. Quello che fa la carità è colui che si lascia abbracciare dalla misericordia del Signore» ha ricordato. «Se tu vuoi trovare Dio - ha concluso - cercalo nell'umiltà, nella povertà dove Lui è nascosto, nel bisognoso, nei più poveri, nei malati, nei carcerati». Parole pronunciate nel giorno in cui è stato ufficializzato il riconoscimento del miracolo attribuito all’intercessione di una grande operatrice della carità, di una donna che ha speso tutta la sua vita per gli scartati, per gli ultimi tra gli ultimi, fossero moribondi o bambini minacciati dall’aborto o abbandonati: madre Teresa di Calcutta, che sarà proclamata santa, anche se manca ancora la conferma, il prossimo 4 settembre, in pieno Giubileo, alla vigilia della sua festa liturgica. Dopo la Messa i 200 senza tetto presenti hanno intonato «Tanti auguri a te» per il Pontefice che giovedì ha compiuto 79 anni. Il Papa li ha salutati uno ad uno poi un saluto collettivo con la mano ai 500 volontari presenti prima di tornare in Vaticano. Dove, alle 17.55, è stato acceso in piazza S. Pietro il grande albero di Natale proveniente dalla Baviera. Alto 25 metri (dai 32 iniziali), l'abete rosso a due punte è decorato con semi-sfere colorate, realizzate dai bambini oncologici di diversi ospedali italiani, di cui i piccoli artisti hanno fatto dono al Papa, come ha ricordato il cardinale Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
«Vorrei che si aprisse il cuore dei romani»
Andrea Acalia.acali@iltempo.it Papa Francesco ha scelto il rinnovato ostello della Caritas «don Di Liegro» di via Marsala e l’attigua mensa intitolata a S. Giovanni Paolo II per compiere il primo...
