Bufera sul Pd a Reggio Emilia dopo che il consigliere comunale dem Antonio Casella si è rallegrato per la morte di Umberto Bossi. Lo scontro nasce da un Ordine del giorno urgente del Pd inerente al decreto del ministero dell’Istruzione riguardante il tetto agli alunni stranieri. Nelle premesse, il documento equiparava le “difficoltà linguistiche” e le ”differenze culturali" degli studenti non italiani a quelle degli immigrati dal Meridione al Nord negli anni ’60 e ’70.
Il capogruppo di Fdi in Consiglio, Cristian Paglialonga, ha contestato duramente le affermazioni definendole “razziste”. Replica di Casella, che ha sottolineato l’alleanza tra Fdi e Lega dicendo inoltre che il Carroccio 30 anni fa definiva “inferiori” i meridionali. Poi ha aggiunto: “Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua, pochi mesi fa, il nostro Signore l’ha chiamato”.
Dura la reazione della Lega. La senatrice e sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni ha definito le parole “semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale”, chiedendosi se davvero si rallegri “per la morte di un avversario politico” e aggiungendo: " È questo il massimo della retorica del Pd per attaccare la Lega?”. Borgonzoni ha aggiunto che “scarseggiano di argomenti, e in questo caso anche di decenza”, auspicando la condanna del Pd e chiedendo “immediatamente le dimissioni di chi evidentemente non merita di rappresentare i cittadini”.
Anche la deputata leghista Laura Cavandoli ha stigmatizzato l’episodio, affermando che le parole “una volta pronunciate da chi ricopre un incarico istituzionale, non possono essere liquidate come un semplice attacco politico” e che “a Reggio Emilia ieri è successo qualcosa di molto grave e il Partito Democratico deve dire con chiarezza se intende prendere le distanze dal proprio consigliere”. Cavandoli ha rimarcato che “Definire ‘fortuna’ la morte di una persona è gravissimo, in ogni contesto non solo politico”.
