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Il sindaco che caccia i musulmani "Ci rispettino o vadano fuori"

Seghezzi è il "Trump bresciano": nel comune di Pontoglio spuntano i cartelli in difesa della cultura occidentale

«Sei in un paese di cultura cristiana, se non ti sta bene puoi anche andartene»: alle porte di Pontoglio, bella cittadina lombarda, il sindaco ha voluto mettere in chiaro con un grande cartello lo spirito di chi abita la località. Sicuramente, la notizia, farà talmente clamore che qualcuno presenterà un’interrogazione parlamentare al riguardo; altrettanto sicuramente verranno versati fiumi di parole nei talk shows televisivi al motto del «dagli all’untore». L’untore in questione è, appunto, il sindaco di Pontoglio Alessandro Seghezzi, cittadina di 7mila abitanti a metà strada tra il capoluogo Brescia, e Bergamo. Già due settimane fa la Giunta comunale, condotta da Seghezzi, ha regalato un presepe a tutte le scuole presenti nel comune contrastando la moda un po’ vigliacca di togliere i simboli della nostra cultura ovunque, moda tutta italica per non indispettire i gentili ospiti del suolo nazionale. Il presepio, con Bambinello, Maria, San Giuseppe, è un omaggio fatto con soldi propri, frutto di una colletta tra il sindaco e i suoi collaboratori, nemmeno un centesimo è stato sottratto dalle casse comunali. Altro che vietare il Natale per «non offendere i sentimenti religiosi degli altri», come è accaduto quà e là nella Penisola. Ma il sindaco ha fatto di più dimostrando un atto di coraggio diverso da chi, dell’opportunismo, ne fa azione politica.   Il sindaco di Pontoglio, con una delibera comunale, ha inserito nella segnaletica stradale dei nuovi cartelli così indicanti: «Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana, chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene». Subito una telefonata, il sindaco non si fa desiderare rispondendo immediatamente. Sindaco, l'ha combinata grossa…. «No - attacca Seghezzi - ho voluto mettere in chiaro la realtà storica e le tradizioni della nostra cultura che è, e rimane, quella occidentale». Ma potrebbe passare come una forma di mancato rispetto, addirittura di razzismo? Assolutamente no, ribadisce il primo cittadino, «il rispetto è la base del vivere civile ma dev'essere reciproco perché abbia valore. Pontoglio è un comune dove il 16% della popolazione è formato da extracomunitari, massimo rispetto per loro e per la loro cultura, ma esigiamo il solito rispetto verso le nostre tradizioni. Diversamente sarebbe un razzismo al contrario». «Togliere Presepi e Croci - aggiunge il primo cittadino - per esempio, non è una forma di razzismo nei confronti dei cattolici? Potremmo disquisire per ore, continua, tra case popolari e mancati aiuti agli italiani in difficoltà. La parola razzismo è una parola grossa e non fa parte del mio vocabolario, ma il rispetto verso il Popolo italiano e per le nostre tradizioni è un valore non negoziabile».   Non fa una piega. Ma la giunta com'è collocata politicamente? «È una giunta di centrodestra, con il PD e la Lega all'opposizione.» La Lega? «La Lega qui va a braccetto con il PD», conferma. Nasce perciò spontanea la domanda, cos'è il centrodestra, sindaco? Dopo un lungo sospiro, che è già di per sé una risposta, spiega: «Un tentativo di proporre un agglomerato, in realtà fallito. Il coraggio? Non barattare mai i valori, la storia, le tradizioni di un popolo per un tornaconto personale». Per questo, Alessandro Giuseppe Seghezzi, primo cittadino di Pontoglio, che schiera come patroni santa Maria Assunta e sant’Antonio, tra un servizio pubblico e l’altro, ha deciso di approvare la delibera che recita: «Sarà nostro compito garantire il rispetto delle regole di educazione e del vivere civile da parte di tutti, salvaguardare la nostra cultura e le nostre tradizioni, valorizzare quanto più possibile il nostro territorio».

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