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Ecco la mattanza dell’Isis Otto esecuzioni al giorno

L’orrore in Siria e in Iraq va avanti dal giugno 2014 Ma le vittime dello Stato islamico sarebbero molte di più SUL WEB La satira degli hacker Tagliagole come papere

In Siria è un massacro di uomini, donne e bambini nei territori controllati dallo Stato islamico. Ad un anno e mezzo dall'autoproclamazione del Califfato da parte di Abu Bakr al-Baghdadi, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani l'Isis ha ucciso 3.591 persone, una media di 8 al giorno, nelle province di Deir al Zur, Al Raqa, Al Hasaka, Alepo, Homs e Hama. Una strage quotidiana, che ha sparso il sangue di tutti coloro che non hanno aderito alle regole degli jihadisti. E quindi, molti sono morti decapitati, altri arsi vivi o gettati dai tetti di edifici. Altri ancora sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco o sgozzati come le bestie senza pietà. Stando ai dati diffusi dall'Osservatorio, con sede a Londra e diretto da Rami Abdel Rahman, tra le vittime ci sono 1.945 civili, tra cui 77 bambini e 103 donne. Di questi fanno parte 930 membri del clan arabo sunnita al-Shuitat, assassinati a est di Deir al Zur. Mentre a Kobane i civili uccisi sarebbero 223, e 46 i musulmani ismaeliti e alauiti di al-Mabuya.   La carneficina ha riguardato anche i ribelli di diverse fazioni, miliziani curdi e membri del gruppo rivale legato ad al-Qaeda, Fronte al-Nusra, per un totale di 247 persone. Nell'elenco di vittime, poi, l'Osservatorio siriano per i diritti umani inserisce anche 415 combattenti affiliati all'Isis accusati di spionaggio e collaborazione con la coalizione internazionale guidata dagli Usa. Secondo altre fonti locali, tra i miliziani uccisi ci sarebbero anche foreign fighters «pentiti» che avrebbero manifestato il desiderio di lasciare lo Stato islamico che avrebbe deluso le loro aspettative. Tornando alle informazioni raccolte dall'Osservatorio di Rami Abdel Rahman, che dal 2000 vive a Londra dopo essere scappato dalla Siria perché accusato di sostenere attività contro lo Stato, l'Isis avrebbe ucciso anche 975 ufficiali del regime siriano, tra cui miliziani locali e militari disertori dell'esercito di Damasco e accusati di apostasia. Altre sette persone, invece, sarebbero state assassinate perché sospettate di collaborare con Damasco. A testimonianza dell'orrore dello Stato islamico, nei giorni scorsi a una decina di chilometri a ovest di Sinjar, la città abitata in maggioranza da yazidi espugnata dai jihadisti nell'agosto 2014, è stata rinvenuta una nuova fossa comune con i resti di almeno 123 vittime di esecuzioni sommarie da parte dei miliziani dell'Isis. Per oltre un anno la città, che si trova su uno snodo cruciale per i traffici dei terroristi, è stata teatro di brutali stragi contro le minoranze non sunnite. Il 13 novembre scorso è stata riconquistata dai curdi.

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