Attualità

Sospetti jihadisti fermati al porto di Palermo

Soldi, materiale per costruire bombe e foto di incappucciati con i kalashnikov e di uno stadio tesesco

Sull’auto con targa francese, una Megan Scenic, sacchi di concime come quelli usati per fare le bombe, una tanica di liquido trasparente ancora da analizzare e un pacco di soldi, 10 mila euro in contanti. Sul cellulare e un tablet di ultima generazione foto di incappucciati con i kalashnikov in mano e di uno stadio tedesco, immagini inquietanti soprattutto perché scattate prima dei massacri di Parigi. Chi sono i due tunisini bloccati ieri pomeriggio al porto di Palermo, dei sospetti jihadisti? A notarlo sono stati i militari della Guardia di finanza mentre alla guida della vettura erano in procinto di imbarcarsi su una nave per Tunisi. Le Fiamme gialle gli hanno sequestrato un cellulare con le foto risalenti a giorni prima degli attentati del 13 novembre insieme con i 10 mila euro in contanti e alcuni sacchi di concime, materiale che può servire anche per creare esplosivi, come hanno confermato gli artificieri della questura di Palermo. Attività di riscontro e analisi della Digos sulle foto. Perquisite le abitazioni dei due in provincia di Ragusa. A Catania due cittadini del Mali, un siriano ed un albanese sono stati arrestati dalla polizia in aeroporto: hanno esibito documenti falsi. Il siriano, un minorenne, era diretto a Manchester. L’albanese, Hasanaj Erol, 20 anni stava per partire per Malta. Anche i maliani erano in procinto di imbarcarsi su un aereo per Malta, sono Keita Chiaka, 35enne, e Samake Beyakea, 28, e sono stati arrestati dopo che, insieme ai passaporti maliani, hanno esibito falsi permessi di soggiorno e false carte d’dentità italiane. E ieri pomeriggio tensione a Londra per un presunto avvistamento del 26enne fuggitivo Salah Abdeslam. Evacuata una strada e tre individui arrestati dopo che la loro auto, una Bmw grigia metallizzata con targa belga, era stata fermata per un controllo a un incrocio non lontano dal Blackfriars Bridge, sulla sponda meridionale del Tamigi. L’apparente provenienza del veicolo rimandava agli attacchi terroristici del 13 novembre e alla perdurante latitanza di Salah. Chiuse Blackfriars Road e Westminster Bridge Road. I poliziotti hanno intimato di abbassare le saracinesche a diversi negozi, e di «stare lontano dalle finestre». L’area è stata sorvolata da elicotteri e sono sopraggiunte autopompe dei vigili del fuoco. Alle 18 l’allarme è rientrato. Secondo una portavoce di Scotland Yard, citata dall’edizione on-line dell’"Independent", i tre sono finiti in manette solo per il furto dell’auto.

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