No-fly zone su tutta la Capitale, sistema radar potenziato, misure di sicurezza rafforzate intorno al Vaticano e abbattimento di droni o velivoli ultra leggeri. Mentre Roma si blinda per l’inizio del Giubileo, l’intelligence lavora sui cinque nomi segnalati dall’informativa dell’Fbi così come sulle circa 20-30 segnalazioni di questo tipo che ogni mese arrivano ai nostri 007. Nonostante l’allerta resta altissima, il direttore dell’Aise, Alberto Manenti, ieri durante una lunga audizione al Copasir, ha spiegato che non ci sono in corso, almeno in questo momento, particolari scenari di emergenza. In relazione ai soggetti segnalati, che forse sono libici, per i nostri servizi di intelligence si tratta, comunque, di persone che potrebbero essere dovunque, non solo in Italia. Questi nomi, inoltre, sarebbero stati "rilanciati" dai servizi segreti americani in seguito all’attentato di Parigi. Proprio in America, inoltre, è in corso un incontro tra le agenzie di intelligence di molti paesi, tra cui l’Italia, per mettere a punto una strategia contro un nemico che, spiegano alcune fonti, «in questo consesso desta moltissima preoccupazione». Tornando all’audizione di Manenti, il direttore dell’Aise ha fatto anche il punto sulla Francia spiegando che i nostri 007 stanno lavorando per fronteggiare una minaccia analoga nel nostro paese, cercando di evitare quelle che sono le criticità emerse a Parigi durante gli attentati di venerdì scorso. In Italia, comunque, ci sarebbe più controllo del territorio anche se per noi il rischio maggiore restano i lupi solitari e le cellule dormienti. Al momento gli sforzi sono tutti rivolti all’inizio dell’Anno Santo. Ieri il prefetto Franco Gabrielli, durante la presentazione del Piano Giubileo per la sicurezza dell’evento, ha chiarito: «Credo che il paese e Roma siano e possano essere oggetto di una minaccia per molti aspetti indefinita, come ci ha insegnato esperienza parigina», perché il «rischio zero non esiste». Gabrielli ha poi detto che «esiste un sistema di pianificazione antiterrorismo che prende in considerazione ogni situazione possibile». E dunque, nel dettaglio sulla città di Roma è previsto il divieto di sorvolo per tutta la durata dell’evento. «Ci sono alcune zone della Capitale interdette al volo aereo per tutto il periodo del Giubileo, estese in pratica a tutta la città», ha spiegato il prefetto. Si sta valutando, inoltre, la possibilità di mettere in campo un «cordone sanitario» che filtri con metal detector portatili quanti sono diretti a piazza San Pietro o ai Musei Vaticani, con una maggiore presenza di forze dell’ordine anche in piazza Risorgimento.
Caccia a trenta jihadisti Allarme sui cieli di Roma
Gli 007: i cinque segnalati dall’Fbi possono essere ovunque. Il prefetto: "No-fly zone, più radar e abbattimento dei droni"
