Gli attentati di Parigi hanno scatenato il dibattito sull’opportunità di celebrare il Giubileo della misericordia. Qualcuno si è spinto a chiederne il rinvio. O addirittura l’annullamento, come ha fatto ieri il vicepresidente del Senato Calderoli che ha invitato il Papa a riflettere su questa eventualità. Altri chiedono che si possa celebrare senza andare a Roma. Una possibilità già contemplata nella bolla di indizione dell’Anno Santo «Misericordiae Vultus», come ha ricordato il segretario della Cei Galantino. Intervenuto alla trasmissione «A Sua Immagine», il vescovo ha sottolineato che «bisogna stare attenti quando si dice che il Giubileo comporta rischi di nuovi attentati. Intanto la tragedia di Parigi è avvenuta prima del suo inizio e non in luoghi collegati al Giubileo. Inoltre, per ciascuno la Porta Santa potrà essere quella della sua Cattedrale o di un'altra chiesa della diocesi o ancora, ed è la novità voluta da Papa Francesco, la porta che si attraversa per andare a trovare un malato o un povero. Non è necessario - ha spiegato - recarsi per forza a Roma, questo Giubileo possiamo viverlo ovunque». Concetto ribadito a «In mezz’ora»: «Il Papa ha detto con molta chiarezza che si può vivere pienamente anche fuori Roma. Questo non significa non venire a Roma, significa che il Giubileo della misericordia non è farsi il viaggio a Roma, ma è un'altra cosa. Ed è emblematico che il Papa apra la Porta Santa in Centroafrica». Rispondendo a Lucia Annunziata, il segretario dei vescovi italiani ha aggiunto che «si sta esagerando nel dire che cresceranno i pericoli per il Giubileo. Più di quello che è successo a Parigi, cosa può succedere? In fondo» ai terroristi «è bastato andare in un locale dove si faceva musica e dove c'erano giovani che si stavano giustamente divertendo. Cosa può esserci di peggio?». Quanto alla sicurezza del Pontefice, il presule ha detto che «se non ci fosse timore intorno al Papa saremmo degli incoscienti. Non possiamo vivere come se non fosse successo niente». Ma, ha poi aggiunto riferendosi alla risposta da dare, «nessuna guerra ha mai risolto i problemi di un'altra guerra, anzi li ha acuiti. Bisogna chiedersi: chi ci guadagna in queste guerre? A me piacerebbe - ha sostenuto - che i leader che sono al G20 si guardassero in faccia e si chiedessero chi ha venduto le armi a questi terroristi. È una domanda alla quale bisogna rispondere. Papa Francesco ha detto che l'unico modo per vincere la guerra è non farla. Non si tratta di buonismo, è chiaro che sono necessari gesti che facciano interposizione, ma ciò non significa armare altre persone», ha concluso.
Galantino: «Esagerazioni sui rischi per il Giubileo»
Gli attentati di Parigi hanno scatenato il dibattito sull’opportunità di celebrare il Giubileo della misericordia. Qualcuno si è spinto a chiederne il rinvio. O addirittura l’annullamento, come ha...
